BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Crisi economica: fondo salva-Stati bocciato da Slovacchia, aiuti per Grecia, piano banche

Bratislava dice no al fondo salva-Stati. In arrivo nuovi aiuti per Atene. La situazione



La Slovacchia dice no all'estensione del fondo salva-Stati europeo e mette a rischio l' intero progetto di soccorso finanziario ai paesi dell' Eurozona. Il Parlamento slovacco ha bocciato la proposta avanzata dall'esecutivo di centro-destra e insieme sfiduciato il governo guidato dal premier Iveta Radicava.

Dopo il voto positivo di Malta e della Finlandia, la Slovacchia era l'ultimo paese dei 17 a procedere al voto sul fondo ed è ora l’unico paese a non averlo ratificato.

Il risultato negativo potrebbe solo rallentare l'estensione del fondo Efsf, perché già la prossima settimana potrebbe esserci una nuova votazione. In seguito a disaccordi manifestatisi nelle ultime settimane dentro la coalizione quadripartita, dovuti all' atteggiamento negativo del partito Libertà e Solidarietà (Sas), il voto in Parlamento era unito al voto di fiducia al governo.

Con il voto negativo del Parlamento unicamerale è caduto anche il governo quadripartita di centro destra, formato dall’Unione slovacca dei cristiani democratici (Sdku), Libertà e Solidarietà (Sas), Movimento dei cristiani democratici (Kdh), e dal partito della minoranza magiara Most-Hid.

La coalizione era uscita vincente dalle elezioni del giugno 2010 ed aveva sostituito l'esecutivo di centro sinistra del premier Robert Fico. Una delle prime decisioni del governo della Radicova era il no al prestito alla Grecia e il si alla creazione del fondo salva-Stati, al quale allora la Slovacchia avrebbe dovuto contribuire con 4,37 miliardi di euro. Dopo la riforma, il contributo slovacco è salito a 7,7 miliardi di euro (circa il 10% del Pil), cosa ritenuta inammissibile dai liberali del Sas.

Nel frattempo si fa strada l’ipotesi di ulteriori aiuti ad Atene, se non riuscisse a rispettare i vincoli di bilancio a causa delle recessione peggiore delle stime (-5,5% nel 2011 rispetto al -3,5, e -2,5% nel 2012 rispetto a 0,6%). La sesta tranche di aiuti internazionali alla Grecia, pari a 8 miliardi di euro, sarà disponibile all'inizio di novembre, una volta approvata dall'Eurogruppo e dal Fmi.

Intanto il governo socialista di Papandreou, su suggerimento dei tecnici di Ue e Fmi per quanto riguarda i contratti di lavoro collettivi nel settore privato, ha deciso di sospendere la loro applicazione automatica per le singole imprese. Insieme ai nuovi aiuti per la Grecia è pronto anche un nuovo piano Ue per le banche: si tratterebbe di nuove sull'urgente ricapitalizzazione delle banche. 

E,mentre la Germania vorrebbe che la ripatrimonializzazione delle banche avvenisse prevalentemente con fondi nazionali, la Francia punta a utilizzare il nuovo fondo di stabilità Efsf. Con quest'ultima scelta, l'Europa lancerebbe un segnale politico di unità.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il