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Pensioni medici a 68 anni: novità e contributi con riforma Enpam dopo manovra finanziaria

Medici in pensione più tardi e nuovi coefficienti di adeguamento all'aspettativa di vita: la proposte della riforma Enpam



I medici andranno 68 anni a partire dal 2018, con un innalzamento progressivo dei contributi fino a toccare il 26% nel 2026: queste sono solo alcune novità che faranno parte della riforma dell'Enpa (ente previdenziale dei medici) il cui obiettivo è quello di consentire alla Fondazione l'allineamento ai due parametri imposti dalla Finanziaria 2007 agli enti di previdenza, la sostenibilità a 30 anni e la copertura patrimoniale a 50 anni.

Le novità interesseranno circa 69mila medici iscritti al fondo Mg e Pls. Le novità prevedono, dunque, il graduale innalzamento dell'età pensionabile che passerà dagli attuali 65 anni a 68 nel 2018, con incrementi di sei mesi per ogni anno solare.

Previsti, inoltre, dal primo gennaio 2013, nuovi coefficienti di adeguamento all'aspettativa di vita, per cui chi resterà al lavoro più a lungo sarà premiato e i contributi versati dopo il compimento dell'età della pensione ordinaria di vecchiaia varranno il 20% in più.

Chi invece andrà in pensione prima avrà una riduzione rispetto alla pensione ordinaria. Le altre novità prevedono un coefficiente di rendimento più contenuto (1,4 contro l'1,5 attuale); e un repentino  innalzamento dell'aliquota contributiva a partire dal 2015, che dall'attuale 16,5% salirà al 26% nel 2026, con un incremento di circa un punto percentuale all'anno.

L'aumento delle aliquote però non scatterà prima di gennaio 2015. Le nuove regole riguarderanno in un primo momento solo medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il