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Banda larga: fondi asta 4G destinati tolti

800 milioni per spese urgenti e indifferibili e acquisto titoli di stato. La banda larga aspetta ancora



Ottocento milioni di euro destinati alla banda larga svaniti in un nonnulla. I soldi che avrebbero dovuto essere destinati al ministero dello Sviluppo Economico per incentivare la banda larga in Italia, derivati dall’asta per le assegnazioni delle frequenze LTE, saranno utilizzati per sostenere altre spese.

La vicenda è la seguente: qualche giorno fa si è conclusa l’asta per l’assegnazione delle frequenze LTE per le connessioni Internet senza fili ad altissima velocità, le famose reti 4G. Da quest’asta lo Stato ha ricavato circa 4 miliardi di euro, una parte di essi era stata destinata allo sviluppo delle reti Internet a banda larga.

Il ministro Paolo Romani aveva detto che le eccedenze dell’asta delle frequenze per l’Lte, sarebbero in parte finite allo sviluppo della banda larga.
La previsione del governo era di un guadagno di 2,4 miliardi di euro, abbondantemente superati, di cui 800 milioni sarebbero dovuti essere utilizzati dal Ministero per lo Sviluppo Economico per essere reinvestiti per azzerare il Digital Divide e migliorare la diffusione della banda larga in Italia.

Ma sembra che questi 800 milioni siano stati, invece, destinati al Ministero dell’Economia, che secondo il nuovo testo li utilizzerà per interventi ‘urgenti e indifferibili’ per il settore dell’istruzione, per attività connesse a eventi celebrativi e per il riacquisto di titoli di Stato.

E se c’è ora chi si lamenta e punta il dito contro il governo per l’arretratezza in cui versa l’Italia per quanto riguarda questo settore, c’è chi sostiene che questi soldi da investire per la banda larga potrebbero tornare, con dei tagli che però andrebbero a colpire l’ambiente. In quattro anni, infatti, si potrebbero raggiungere tagli del ben il 90% del budget e arrivare così da 1,3 miliardi di euro del 2008 a 120 milioni di euro nel 2012.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il