Condono, concordato fiscale e rientro capitali dalla Svizzera

Le misure fiscali del dl sviluppo



Solo poche ore e le novità del decreto sviluppo saranno rese note, o meglio, dovranno esser rese note, per rilanciare la crescita in Italia, per dimostrare a Bruxelles che l’Italia ce la può fare e per ridare fiducia ai mercati.

In ballo, di nuovo, l'ipotesi del condono fiscale, del rientro capitali dalla Svizzera con un accordo per la tassazione dei capitali italiani detenuti nella Confederazione, e spunta anche l'ipotesi di un concordato.

E non solo: molte le misure di semplificazione per agevolare le imprese, il lavoro e gli investimenti nelle grandi infrastrutture energetiche, e un pacchetto di altri interventi scadenzati nel tempo, come la dismissione degli immobili dello Stato, degli enti locali e previdenziali.

I primi interventi, a costo zero, saranno varati entro questa settimana, gli altri, che richiedono risorse, saranno scaglionati nei prossimi mesi. Punto di forza di queste novità è l’accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali italiani detenuti nelle banche elvetiche: questo intervento, infatti, non richiederebbe strumenti legislativi e farebbe entrare nelle casse del governo una cifra molto consistente, con una tassa iniziale secca sui capitali non scudat, cioè detenuti illecitamente, che potrebbe portare tra 20 e 25 miliardi di euro.

Il piano del governo prevede anche l'introduzione del concordato e di altre norme, come la chiusura agevolata del contenzioso fiscale, e un vero e proprio condono fiscale. Altra novità che potrebbe essere contenuta nel decreto Sviluppo è il piano Eurosud proposto alla Commissione dal ministro Giulio Tremonti, per rilanciare il Mezzogiorno.

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di Marianna Quatraro pubblicato il