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Condono: 12 previsti in decreto sviluppo tra cui concordato fiscale e canone rai. Smentita

Da dichiarazioni non presentate alla regolarizzazione del canone Rai: le misure fiscali del dl sviluppo



Il governo fa marcia indietro sugli ipotetici dodici condoni previsti dal decreto sviluppo. A smentire una loro esistenza ci ha pensato il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, che ha fatto sapere che il decreto non conterebbe alcuna ipotesi di sanatoria e che le anticipazioni della bozza pubblicate dagli organi di informazione avrebbero diffuso notizie infondate.

Si era, infatti, parlato di dodici norme che avrebbero consentito ai contribuenti più furbetti di sanare la loro posizione. Ma il ministero Romani ha prontamente smentito queste notizie, sostenendo che “Nelle anticipazioni stampa vi sono norme non contenute nel provvedimento di sviluppo su cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo economico. In particolare, notizie riguardanti l'esistenza nel testo di dodici condoni o di sanatorie sono del tutto infondate”.

Le misure prevedono riapertura dei termini per gli anni pregressi, nei casi in cui la dichiarazione non è proprio stata presentata e per i redditi e gli imponibili conseguiti all'estero con qualunque modalità, anche tramite soggetti non residenti o loro strutture interposte, è dovuta un'imposta sostitutiva pari al 20%; della regolarizzazione delle scritture contabili, dell'accertamento con adesione per i periodi d'imposta pregressi, della definizione dei ritardati od omessi versamenti, fino alla sanatoria degli importi non versati, in presenza di cartelle esattoriali, per cui si può pagare il 25% dell'importo iscritto a ruolo, senza neanche gli interessi di mora.

Stesso discorso anche con il canone Rai versando 50 euro per ogni annualità non pagata. Senza dimenticare il concordato, cioè la possibilità di definire le liti pendenti. Nessuna norma invece sui conti in Svizzera, che invece ha stretto già intese con altri Paesi, come la Germania.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il