La prima etichetta digitale italiana si chiama H2O

H2O si appresta a trasformare il panorama musicale di artisti e case discografiche



H2O è il nome della prima etichetta italiana in assoluto nel mondo della musica .
Si occuperà di produrre artisti già affermati o nascenti in un modo del tutto nuovo: la musica avrà un supporto esclusivamente digitale, non più fisico. La smaterializzazione comportata dalla digitalizzazione, che sta assumendo sempre più rilevanza nel modo di distribuire materiali nella comunità internettiana, toccherà anche le etichette discografiche.
Il supporto che racchiude la musica, ovvero il cd, sparirà per cedere posto ai file musicali digitali. Tali file verranno commercializzati attraverso negozi digitali. Sin da ora H2O si avvale di due importanti partners strategici: 3 Italia e BMG Ricordi Music Publishing.  Per le prime pubblicazioni e per il lancio ufficiale bisognerà aspettare la fine di marzo, ma chiunque sia interessato ad avere ulteriori informazioni o ad inviare materiale può già scrivere a info@h2omusic.it.
Ciò che Bill Gates lo scorso 25 ottobre 2005 aveva predetto dal salone Smau di Milano si sta dunque avverando: «Il futuro è digitale» annunciò allora il fondatore di Microsoft.
Le ragioni di tale cambiamento è dovuta al triplicarsi della vendita di musica digitale a scapito di quella al dettaglio. Non solo, la pirateria musicale, il crescente file sharing tra la popolazione delle reti, il P2P gratuito e illegale costringe le case discografiche a cambiare modalità di distribuzione per non fallire.
Convertirsi al digitale però non risolve del tutto il problema perché abbattuti i costi di produzione e di distribuzione fisica, bisognerà vedere quanto la musica costerà. Soprattutto in un paese come l’Italia ancora poco attratto rispetto agli Usa dal mercato musicale digitale in quanto è legato principalmente  alla telefonia mobile, si preferisce fare il downloading dal dispositivo cellulare piuttosto che acquistare su Internet.
Come si evolverà tale novità è ancora presto per dirlo ma di certo inciderà sul modo di fare e distribuire musica.
La questione principale è la percezione di “gratuità” del pubblico della rete. Perché pagare per qualcosa che si può avere gratis? Bisognerà decidere anche un equo prezzo per un brano o un disco musicale on-line, perchè a guadagnarci non deve essere solo l’utente ma anche il distributore di contenuti digitali.

Tra i problemi da risolvere c’è anche quello del monopolio della SIAE nella gestione dei diritti d’autore. Inoltre c’è chi sostiene, e forse non ha torto, che il futuro del mercato musicale è proprio nei nuovi telefonini, con una qualità di ascolto ottima e la possibilità di acquistare la canzone preferita ovunque in ogni momento. Azzardare previsioni in un mercato in continuo movimento e cambiamento non è facile, ma H2O di certo sarà una nuova porta per il futuro della musica in Italia.

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Fonte: pubblicato il