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Decreto sviluppo: novità su licenziamenti, riforma professioni e agevolazione assunzioni

Le novità ufficiali del dl sviluppo



E’ il giorno della verità: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è pronto a presentare a Bruxelles la lettere, composta di ben 14 pagine, in cui illustra tutte le novità e le misure previste nel dl sviluppo che deve necessariamente convincere i leader Ue e puntare a rilanciare economia e crescita del Belpaese.

Dalle novità per le pensioni, su cui è stato finalmente trovato un accordo con la Lega, da sempre ostica sull’argomento, alla riforma professioni, alle nuove misure per le assunzioni di giovani e donne, a nuove norme per semplificazioni e infrastrutture.

Il pacchetto misure sembra decisamente corposo. Si parte da una nuova stretta sul pubblico impiego, con l'obiettivo di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, ricorrendo, se necessario, anche alla messa in mobilità, per arrivare a nuove norme sui licenziamenti per il settore privato, per stabilire in questi casi un indennizzo del lavoratore, senza diritto al reintegro.

Largo poi alle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, alla riforma delle professioni, con l'abolizione delle tariffe minime, al rilancio delle infrastrutture e alle norme di semplificazione.

Per favorire la crescita, previste inoltre misure per sostenere l’occupazione femminile, con i contratti agevolati di inserimento, e dei giovan, con la conferma della riduzione dei contributi sull'apprendistato e nuove misure per frenare l'abuso dei contratti atipici e favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro.

Per quanto riguarda le pensioni, fissata l'età pensionabile a 67 anni nel 2026. L’accordo raggiunto con il leader del Carroccio innalza, dunque, a 67 anni l’età pensionabile per donne e uomini del settore pubblico e di quello privato, gradualmente aumentando l'età pensionabile dal 2012 al 2025.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il