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Lettera all'Ue dell'Italia e Governo Berlusconi: cosa c'è scritto

Il premier ai leader Ue: ‘L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo’



La maratona per salvare l'euro è durata oltre dieci ore: alla fine i leader dell'Ue hanno approvato il piano per la crescita e la riduzione del debito italiano. Il premier Silvio Berlusconi ha preparato una lettera di ben quattordici pagine, nella quale spiega ogni misura prevista per il rilancio dell’economia italiana.

In pensione a 67 anni nel 2026, nuova stretta sul pubblico impiego, con l'obiettivo di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, ricorrendo, se necessario, anche alla messa in mobilità. Per il settore privato, prevista una revisione delle norme sui licenziamenti per motivi economici, con l'obiettivo di stabilire in questi casi un indennizzo del lavoratore, senza diritto al reintegro.

E ancora, liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, riforma delle professioni, con l'abolizione delle tariffe minime, rilancio delle infrastrutture, dismissioni del patrimonio pubblico, nuove norme di semplificazione, misure di sostegno all’occupazione femminile e dei giovani, piano per il Sud: sono queste le principali misure comprese nel pacchetto sviluppo presentate ieri sera a Bruxelles.

La lettera indirizzata all'Ue è suddivisa in tre capitoli: ‘I fondamentali dell’economia’, che riepiloga il percorso di risanamento che porterà al pareggio di bilancio nel 2013, attraverso le manovre di correzione; ‘Creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita’, che contiene i nove interventi per garantire lo sviluppo da attuare nei prossimi otto mesi; e ‘Una finanza pubblica sostenibile’, che riassume la normativa sulle pensioni, spiegando il meccanismo della clausola di salvaguardia apposto alla delega fiscale e assistenziale, lancia un piano delle dismissioni e la razionalizzazione della spesa pubblica.

Ciò che il governo italiano davanti ai leader Ue promette è di monitorare costantemente l’andamento dei conti pubblici e “qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi, il governo interverrà prontamente”. E ancora, nella lettera si legge: “L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo”.

Dal canto suo, il governo Berlusconi non si ritiene responsabile dell’attuale crisi del debito, perché si tratta di “problemi antichi e perché la loro maggiore gravità oggi è da attribuirsi anche al nuovo contesto nel quale ci si è trovati a governarli”.

Per quanto riguarda il decreto Sviluppo, Berlusconi promette all’Ue di attuarlo nei prossimi 8 mesi, recuperando risorse dal piano di dismissioni del patrimonio pubblico che partirà il 30 novembre prossimo, permettendo di 'recuperare' 5 miliardi di euro all’anno per il prossimo triennio, grazie alla cessione delle aziende controllate da Regioni ed enti locali.

Altre risorse verranno, entro il prossimo 15 novembre, dal cosiddetto Eurosud, il piano straordinario per il Mezzogiorno, anticipato a Barroso dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che prevede il recupero dei fondi strutturali 2007-2013.

Approvati entro l’anno anche tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria, sarà definito per l’anno 2012-2013 un programma di ristrutturazione delle scuole risultate insoddisfacenti sulla base delle prove Invalsi e per i docenti è previsto un aumento del livello stipendiale entro cinque anni.

Sempre entro l’anno, il governo lavorerà per interventi a sostegno dell’occupazione femminile e giovanile, con apprendistato, part time e credito d’imposta per chi assume; sarà accelerato il piano delle opere pubbliche attraverso l’indicazione di criteri che favoriscano l’intervento dei privati; e previsti interventi per favorire la capitalizzazione delle aziende.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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