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Pensioni uomini e donne: confronto riforma a 67 anni in lettera Ue

Pensioni a 67 anni per uomini e donne dal 2026



Gli italiani andranno in pensione a 67 anni, per effetto della finestra unica e ell’adeguamento automatico dei requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici in relazione alla speranza di vita accertata dall'Istat.

In base all'adeguamento all'aspettativa di vita, la legge prevede che gli scalini siano di 4 mesi ogni triennio dal 2016 al 2030 e di altri tre mesi ogni triennio dal 2013 al 2050, con il risultato cumulato che nel 2049 l'aumento complessivo sarà pari a 3 anni e 8 mesi.

La finestra unica posticipa poi ancora di 12 mesi (18 per i lavoratori autonomi) il pensionamento. Così, a partire dal 2026, in Italia saranno necessari 67 anni di età per andare in pensione di vecchiaia sia per gli uomini che per le donne, e la norma è stata ribadita anche nella lettera d'intenti che il governo italiano ha presentato a Bruxelles.

Nella lettera si legge che, ‘grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010, il governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026. Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013.

Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita. Il sistema delle quote prevede poi che a partire dal 2013 si possa andare in pensione con quota 97 (61 anni di età e 36 di contributi) per poi salire gradualmente.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il