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Licenziamenti facili: più disoccupazione secondo Cgia di Mestre

Previsioni catastrofiche sul tasso di occupazione in Italia



La norma sui licenziamenti facili provocherà un’impennata dalla disoccupazione in Italia: questo quanto emerge secondo le previsioni della Cgia di Mestre, secondo cui il tasso di disoccupazione nel Belpaese salirebbe all'11,1%, con quasi 738 mila persone senza lavoro in più rispetto a quelle stimate oggi dall'Istat.

A queste previsioni, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali risponde sostenendo che l’ipotesi del centro studi della Cgia di Mestre, guidato dal candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione Veneto, è destituita di ogni fondamento.

Per realizzare il suo studio, la Cgia ha calcolato il numero dei lavoratori dipendenti che tra l'inizio di gennaio del 2009 e il luglio di quest'anno si sono trovati in Cassa integrazione a zero ore, cioè quei lavoratori che per ragioni economiche sono stati costretti ad utilizzare questo ammortizzatore sociale del quale, con il nuovo provvedimento potranno disporre probabilmente solo a licenziamento avvenuto.

Se fosse stata, dunque, già applicabile la nuova misura, negli ultimi due anni e mezzo, questi lavoratori, che hanno usufruito della Cig, si sarebbero trovati fuori dal mercato del lavoro. Secondo la stima della Cgia, sommando le unità che hanno utilizzato la Cig a zero ore nel 2009, nel 2010 e nei primi sette mesi di quest'anno, ci sarebbero 737.700 potenziali espulsi dal mercato del lavoro che in questi ultimi due anni e mezzo avrebbero fatto salire il tasso di disoccupazione relativo all'anno 2011, all'11,1%.

I sindacati definiscono questo scenario “da incubo, una provocazione quella di affermare che si crei lavoro licenziando la gente”. E mentre Cgil, Cisl e Uil pensano allo sciopero generale, i sindacati di base ne hanno già indetto uno, per il 2 dicembre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il