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Lettera Ue: la riforma e il piano del Governo

Piano di ‘azione’ del governo italiano per uscire dalla crisi: cosa prevede



“Il Parlamento deve rendersi conto che quello che abbiamo presentato al Consiglio europeo è un programma vincolante. L'Italia continuerà a essere sostenuta dalla Bce solo se saremo in grado di approvarlo, trasformando le parole in fatti. Altrimenti, non ci saranno più aiuti per questo Paese”.

Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si dimostra ormai ben consapevole di quanto bisogna fare per salvare l'Italia. Dalla disfatta economica e dalle derisioni dei colleghi dell'Eurozona. Perchè l'Italia resta pur sempre, nello scenario europeo, il Belpaese, la culla della cultura classica, la patria dei geni che certo non merita di essere schernita come accaduto nel corso del vertice Ue.

E allora ci si dichiara pronti a ripartire e per  questo si sta mettendo a punto un'agenda di provvedimenti che dovranno essere varati in tempi certi, come impegni strutturali. E il governo è pronto a “porre la fiducia su ciascuno di questi se servirà, perché quello che è in gioco non è il mio bene, ma l'interesse del Paese”.

La lettera presentata domenica al summit Ue a Bruxelles dal premier italiano è ricca di intenti, date, scadenze, propositi e recupero soldi, ma bisogna vedere se le sue misure saranno effettivamente efficaci. Entro il 15 novembre sarà varata la revisione dell'utilizzo dei fondi strutturali e per le Regioni; entro il 30 del prossimo mese partiranno i mutui agevolati per i giovani; entro il 31 dicembre al via le misure per l'occupazione giovanile e femminile.

A fine gennaio, poi, dovrà essere completato il piano che prevede la tutela della concorrenza per servizi pubblici locali con introduzione di un sistema di garanzia per la qualità dei servizi nel comparto idrico e del trasporto pubblico. La delega assistenziale e previdenziale dovrà essere varata entro febbraio, mentre per fine marzo dovrebbe essere pronto il piano di liberalizzazioni e concorrenza anche dei servizi commerciali e dei loro orari. 

A fine aprile, invece, dovrebbe essere approvata la riforma costituzionale dello Stato, a fine maggio toccherà alle norme sul lavoro subordinato e parasubordinato e per fine giugno sarà la volta della riforma costituzionale sul pareggio di bilancio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il