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Poker online Mondadori e conflitto interessi Berlusconi. La risposta a Report

Bufera sull'inchiesta di domenica di Report sulla Mondadori



Mondadori, società di fatto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel mondo dei giochi internet, tra poker online e casinò virtuali. Lo scorso giugno l’Ansa titolava ‘Mondadori: nasce Glaming, nuova società per giochi online’.

La cosa però, in quell'occasione, non ha avuto il risalto che invece sarebbe stato logico aspettarsi per una serie di circostanze svelate da un servizio di Sigfrido Ranucci per Report , la trasmissione di inchieste televisive di Milena Gabanelli andata in onda ieri sera. Glaming è controllata al 70% dalla Mondadori e al 30% da un altro soggetto, la Fun Gaming, il cui capitale è a sua volta custodito in due scatole: Buel srl (51%) e Entertainment and gaming invest (49%).

Per quanto riguarda quest'ultima, le quote sono custodite in una fiduciaria, mentre la Buel è di proprietà di una vecchia conoscenza del mondo della televisione, Marco Bassetti, che marito del sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, si ritrova ora in società con il premier Silvio Berlusconi.

Oltre gli scandali di cui si è già reso protagonista negli ultimi anni e mesi, ora il premier di ritrova anche azionista di una società che opera nel settore dei giochi d'azzardo, sia pure virtuali.

Per entrare in questa attività è necessaria una concessione, che può essere data dall'amministrazione dei Monopoli di Stato, organismo, affidato all'ex capo dell'agenzia delle entrate Raffaele Ferrara, che dipende dal governo presieduto dal premier Berlusconi. Ed ecco rientrare in campo il conflitto di interessi, di cui tante volte il presidente del Consiglio italiano si è reso protagonista.

Nella storia di Glaming, il conflitto d'interessi emerge in diversi aspetti, a partire dal presidente, che è Aldo Ricci, per due volte è stato l'amministratore delegato della Sogei, la società pubblica che gestisce l'anagrafe tributaria, tra l’altro protagonista diversi accertamenti fiscali da peso rilevante.

Ricci, è stato poi sostituito dall’attuale direttore dell'Agenzia delle entrate Attilio Befera ma attualmente è consigliere di amministrazione di Geo Web, società controllata dal consiglio dei geometri di cui la Sogei ha il 40%.

Ricci, dunque, sarebbe ora presidente di una società privata (di cui sono azionisti il premier e il marito del sottosegretario agli Esteri) titolare di una concessione per gestire giochi online rilasciata dalla stessa amministrazione finanziaria che Ricci continua a rappresentare in un'altra società. Cosa di certo anomala, secondo Sergio Rizzo del Corriere della Sera.

Immediata la risposta da Mondadori arrivata per ‘penna’ del direttore, Rossella Citterio. Si legge ‘Caro direttore, la prima pagina del Corriere della Sera di domenica  annunciava in grande evidenza l’ingresso di Mondadori nei giochi online. In realtà la notizia non era questa, era il preannuncio enfatizzato di un servizio della trasmissione televisiva Report fondato sulla scoperta di un ennesimo conflitto di interesse.

Non conosciamo ancora, al momento di questa nostra lettera, il contenuto della trasmissione, ma ciò che abbiamo appreso dal Corriere merita alcune precisazioni. Il 10 marzo 2011 un bando di gara pubblico ed europeo viene emesso da AAMS, Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, per affidare in concessione l’esercizio dei giochi pubblici a distanza.

Da allora, società, pubbliche e private, hanno presentato domanda di partecipazione, seguendo iter e condizioni previste dalla procedura. Ad oggi risultano assegnate 25 concessioni sulle 200 del bando in scadenza al 31 dicembre 2011.

Dunque, per riassumere: c’è un bando pubblico europeo; c’è una procedura di assegnazione rigorosa e trasparente; c’è un inevitabile controllo originato dall’accesa competizione in questo settore, dove operano agguerriti player di dimensione mondiale; ci sono 25 aziende della più diversa specie e natura che accedono a un business; ci sono tutti gli organi della Giustizia Amministrativa che sono preposti al controllo.

Quanto a Mondadori, come da tempo è noto e comunicato ai mercati e agli investitori, ha iniziato un processo di diversificazione digitale delle proprie attività, sia attraverso la crescita in questo campo dei nostri brand tradizionali, sia sperimentando opportunità da pure player’. La società Glaming sarebbe stata, dunque, costituita per entrare in queste nuove attività, nella convinzione che esista uno spazio d’azione interessante e anche originale rispetto ai competitor del settore, proprio a partire dagli asset Mondadori.

La lettera continua: “La nostra è una società quotata, con azionisti di minoranza italiani e internazionali, attenti ed esigenti, e perciò il progetto è stato più volte illustrato ad analisti e investitori. Anche in questo caso con procedure limpide e pubbliche.

Il Gruppo Mondadori ha agito con la massima eticità, in un contesto legislativo chiaro e mai contestato da alcuno, seguendo procedure rigorose , al pari di tutti gli altri concorrenti, senza alcun intervento improprio di alcuna natura, senza nessun, neanche larvato, conflitto di interessi. Non val la pena di soffermarsi su considerazioni collegate a vicende di natura personale o fatti allo stato irrilevanti. Ci riserviamo comunque vista, la trasmissione, una valutazione piu' approfondita sotto ogni profilo”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il