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Pensioni: nessuna novità nell'emendamento legge stabilità

Pensioni: non cambia nulla dopo maxi emendamento



Nessuna misura choc sulle pensioni, com’era stato annunciato dal premier Silvio Berlusconi, ma solo conferme di misure già illustrate. Il maxi emendamento risultato del Consiglio dei ministri straordinario di ieri sera non ha apportato alcuna modifiche sulla questione pensioni.

Non ci saranno novità sui trattamenti di anzianità, soprattutto per il fermo no della Lega a qualsiasi cambiamento, mentre, per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, i lavoratori italiani andranno in pensione a 67 anni già nel 2021. Due i fattori che spingono all’insù l'età pensionabile: la finestra unica e l'adeguamento automatico dei requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici in relazione alla speranza di vita accertata dall'Istat.

Il primo prevede un posticipo di 12 mesi, che diventano 18 per i lavoratori autonomi, per tutti i tipi pensionamento, mentre il secondo, a partire dal 2013, si aggancia al momento del ritiro effettivo all'aspettativa di vita accertata dall'Istat, che prevede inizialmente un ulteriore posticipo di tre mesi.

L'adeguamento sarà effettuato con un decreto direttoriale del ministero dell'Economia e del Lavoro, che sarà emanato almeno 12 mesi prima la data prevista. Entro fine dicembre 2011, dunque, dovrà essere confermato il primo gradino di tre mesi che scatta nel 2013 e con il solo adeguamento all'aspettativa di vita nel 2021 si andrà in pensione con 65 anni e 11 mesi che diventeranno 67 anni con l'aggiunta della finestra mobile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il