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Fondi banda larga tra le novità del maxiemendamento del Governo

Novità banda larga nel maxi emendamento?



Ancora un’ennesima promessa del governo italiano in merito alla banda larga e al suo sviluppo in Italia, questione diventata ormai centrale da tempo. La bozza del maxi emendamento appena approvato dal Consiglio dei ministri autorizza, infatti ad usare, per la rete ultra broadband e contro il digital divide, fondi pubblici di varia provenienza.

Quando si parla di ennesima promessa, lo si fa perché non sono stati forniti dettagli nè cifre dell’eventuale progetto. Si sa solo che il governo autorizza a usare risorse pubbliche nelle zone a fallimento di mercato, cioè dove gli operatori non sono interessati a investire, per la lotta al digital divide (quindi portare ovunque l’Adsl) e la costruzione di una rete a banda larghissima con fibra ottica.

Ma non si sa ancora in che misura e come gli operatori collaboreranno agli investimenti. I fondi per la banda larga, più volte annunciati, altrettante volte scomparsi, tornerebbero, dunque, ad essere disponibili.

Certo, dopo la storia degli 800 milioni, svaniti, gli operatori contavano in origine sui 3,9 miliardi di euro, raccolti grazie all'asta per le frequenze della telefonia mobile di quarta generazione. Poi, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha preferito impiegare quella cifra per interventi ritenuti ‘più urgenti’, sottraendoli, quindi, alla speranza di avere in Italia una rete a banda larga, che, come per magia, sembra riemersa come priorità nel maxi emendamento.

Non è chiaro se il governo italiano abbia finalmente capito che Internet rappresenta una risorsa da sfruttare per permettere al Belpaese di competere con gli altri Paesi, ose sia stato costretto dall’Europa. Ma qualunque sia il motivo, è ancora presto per cantar vittoria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il