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Nuovo Governo Letta: ipotesi sempre più probabile. Berlusconi non ha maggioranza

Napolitano: evitare di andare ad elezioni anticipate



Nonostante il maxi emendamento e la fiducia dei Paesi euro nei confronti dell’Italia, il governo vacilla. E si torna a parlare dell’ipotesi di creazione di un nuovo esecutivo guidato da Gianni Letta o Angelino Alfano.

E' questo lo scenario che il premier Berlusconi, una volta dimesso, potrebbe indicare. Nella scelta su Letta o Alfano confida di allargare la maggioranza con il recupero dell'Udc e di restare in qualche modo al comando per interposta persona. Ma per arrivare a questo bisogna che si apra una partita molto lontana da quanto detto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Per evitare di andare, infatti, ad elezioni anticipate, il capo dello Stato esplorerà ogni strada, perché le elezioni anticipate significherebbero una paralisi di tre-quattro mesi, una prospettiva da lui giudicata insopportabile per la tenuta della nostra economia sotto attacco.

Ma il rischio di una caduta del governo effettivamente esiste: dopo l'uscita dal Pdl di altri due deputati passati all'Udc (Alessio Bonciani e Ida D'Ippolito), Berlusconi vede materializzarsi quota 314, che significa la perdita della maggioranza assoluta in aula alla Camera. “Un passo indietro di Berlusconi andrebbe fatto”, dice il deputato del Pdl Giancarlo Mazzuca.

“Se è per il bene del Paese, perché l'importante è quello, oggi è in gioco il Paese”. Sfuma la proposta di Pier Ferdinando Casini di un governo dalle larghe intese, e il ministro Ignazio La Russa risponde: “Non c'è bisogno di fare ammucchiate, governi di larghe maggioranze, basterebbe che per qualche mese ciascuno, a partire dalla maggioranza, facesse il proprio dovere, avendo come primo obiettivo quello di affrontare e superare un momento difficile”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il