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Nuovo Governo se Berlusconi non ha la maggioranza: chi lo può fare

Gli scenari politici possibili in Italia: dal governo tecnico alle elezioni anticipate



Il governo italiano è in bilico, per uscire dall’attuale crisi politica sarebbe necessaria una vera e propria svolta e sembrano esserne ormai consapevoli in molti.

Se da una parte il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, continua a ribadire che ha i numeri per andare avanti, dall’altra i continui abbandoni all’interno della maggioranza fanno salire la probabilità di una sua sconfitta in Aula o di una caduta del governo prima ancora del voto di fiducia.

Ad ammettere la difficile situazione è stato lo stesso ministro degli Interni, Roberto Maroni, che ieri sera ospite di Fabio Fazio ha detto: “Le notizie mi fanno pensare che la maggioranza non c’è più ed è inutile accanirsi” e ha indicato le continue defezioni di parlamentari berlusconiani come il segnale che, per il governo, questa situazione non può durare molto a lungo.

“E il problema serio è dentro il Pdl: quindi o il Pdl riesce a ricompattare le fila oppure dovremo prendere atto che non c'è più una maggioranza. Per la Lega a quel punto la strada sarà una sola, quella delle«elezioni, come abbiamo detto anche al Capo dello Stato e che sono una prospettiva che, per esempio, ha consentito alla Spagna di recuperare sui mercati: perchè dunque temerle?”.

Maroni non ha formulato ultimatum, ha detto che spetta solo a Berlusconi decidere se fare un passo indietro o meno. Se, dunque, il governo Berlusconi dovesse cadere si aprirebbero diversi scenari, a partire dalla costituzione di un governo tecnico, una delle ipotesi più gettonate nell’opposizione.

Se guidato da una personalità autorevole e non legata ad un partito, garantirebbe la possibilità di proseguire la legislatura, almeno per approvare i provvedimenti considerati più importanti. Prima di tutto il rilancio dell’economia, a partire dalle misure richieste dall’Europa, poi la nuova legge elettorale. In pole position per guidare il governo tecnico sarebbe Mario Monti.

C’è chi però continua a ritenere che la via d’uscita possibile sarebbe andare alle urne nel 2012. Realistica la previsione di un voto in primavera, soluzione alla quale guardano Pd e Terzo polo. Ma c’è anche la possibilità, come indicato da Berlusconi stesso, di una sorta di successione al governo di Letta o Schifani.

Se la guida del Paese fosse affidata Gianni Letta o Renato Schifani, Berlusconi resterebbe comunque di fatto a gestire il Paese, per interposta persona. Infine, nasce l’idea di un governo di unità nazionale, paventata da Casini, un esecutivo non tecnico ma pienamente politico perché frutto di una scelta consapevole dei maggiori partiti (Pdl, Terzo polo e Pd, Lega e Idv).
 
Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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