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Irpef quote addizionali Comuni divise per scaglioni e fasce reddito

Le aliquote Irpef in base alle fasce di reddito



Le addizionali Irpef saranno divise per scaglioni e fasce di reddito nei diversi Comuni italiani, ma i Comuni potranno anche stabilire un'aliquota unica e sono molti, in realtà, gli enti che stanno scegliendo questa strada, decisamente più facile.

Secondo il ministero dell'Economia , se si opta per il  sistema di aliquote, l'applicazione deve avvenire utilizzando solo gli scaglioni di reddito stabiliti ai fini Irpef, secondo il principio della progressività dell'imposta vigente nel nostro ordinamento tributario, con l'esclusione dell'applicazione di una sola aliquota corrispondente a quella stabilita in virtù dell'ammontare del reddito complessivo, ma invece con applicazione di un'aliquota via via progressiva che, con il crescere del reddito, passi gradualmente da quella minore a quella maggiore.

In caso di più aliquote, vale sia l'applicazione sul reddito complessivo, sia l'applicazione per scaglioni, quella preferita, considerando sempre che le due modalità di applicazione portano a differenze di gettito di notevole entità e variabilità. L'applicazione progressiva, infatti, determina un minor gettito che varia dal 20 al 30%, in base alle classi di reddito del Comune.

Per chi rientra nella fascia di reddito dei 15.000 euro, l’aliquota sarà dello 0,43%; per chi rientra nella fascia di reddito compresa tra i 15.000 e i 28.000 euro l’aliquota sarà dello 0,50%; per chi rientra nella fascia di reddito compresa tra i 28.000 e i 55.000 euro l’aliquota sarà dello 0,71%.

E ancora, per chi rientra nella fascia di reddito compresa tra i 55 e i 75.000 euro l’aliquota sarà dello 0,76%, mentre per chi supera i 75.000 euro l’aliquota sarà dello 0.80%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il