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Pensioni 67 anni nel maxiemendamento legge stabilità: calcolo, date, finestre e novità

Nessuna modifica alle pensioni di vecchiaia rispetto alla manovra d’estate. I calcoli



Il maxi emendamento al ddl Stabilità, che dovrebbe essere approvato sabato, ribadisce la misura dell’età pensionabile a 67 anni dal 2026. La normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa.

Ora ne sono stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento: essi aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013 e saranno agganciati all’evoluzione della speranza di vita. Alla fine, dunque, è rimasto il meccanismo previsto dalla manovra estiva e il ddl stabilità in realtà non apporta alcuna modifica all’innalzamento dell’età che a conti fatti, fra adeguamento della speranza di vita, quote e finestre mobili, arrivava già a 67 anni.

Nel 2026, infatti, è già previsto dalla manovra d'estate (legge 111 del 2011) che si vada in pensione a 66 anni e 7 mesi. A questa età, per calcolare il momento effettivo del pensionamento, bisogna aggiungere poi un anno, come previsto dalla finestra mobile, che impone a tutti di aspettare dodici mesi prima del ritiro dell'assegno.

Per cui, per chi andrà in pensione a partire dal 2026, l'età minima di accesso alla pensione di vecchiaia sarà di 67 anni: a stabilirlo è l'articolo 4 bis del maxiemendamento del Governo al ddl di stabilità. Fino ad oggi la soglia di vecchiaia è fissata a 65 anni e sarebbe dovuta salire di due anni a regime in modo indotto solo per l'effetto dell'aggancio all'aspettativa di vita e delle finestre mobili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il