BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Governo Monti e ministri. Partiti politici spaccati

Di Pietro e Lega dicono no ad un governo tecnico



L’ipotesi di un nuovo governo guidato da Mario Monti si fa sempre più incalzante e sarà un governo composto da dodici ministri, con nomi di prestigio, quello di Bini Smaghi al posto di Tremonti e di Umberto Veronesi alla Salute. Monti avrà il mandato preciso di salvare l'economia e il Paese. Ma questo piano scatena, soprattutto nel Pdl, timori e ‘scommesse’ su chi sopravviverà del vecchio esecutivo Berlusconi e chi guadagnerà una poltrona nel governo del secolo Pdl-Pd-Terzo polo.

Unica richiesta avanzata Da Berlusconi è che alla presidenza resti, come vice, l'attuale sottosegretario Gianni Letta e sembra che la richiesta sia stata comunque approvata dal futuro premier e dal capo dello Stato Napolitano. Possibile anche che nel team dei sottosegretari alla presidenza ci sia l'attuale vice capogruppo democratico al Senato Luigi Zanda.

Accanto a Enzo Moavero, ex capo di gabinetto di Monti. Improbabili altre nomine come Franco Frattini agli Esteri, Nitto Palma alla Giustizia e Raffaele Fitto agli Affari regionali, mentre potrebbe salvarsi Annamaria Bernini (Politiche europee). All’ipotesi di un governo tecnico guidato da Mario Monti, Di Pietro e Lega dicono no.

Secondo il Carroccio bisogna andare alle urne perchè il popolo sovrano possa decidere cosa si deve fare. “Se Napolitano darà l'incarico di formare il governo a qualcuno, come Mario Monti, che non fa parte della maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni del 2008, la Lega non lo sosterrà e passerà all'opposizione”. 

Incredibile ma vero, dello stesso parere è anche il leader dell’Idv Antonio Di Pietro che ha detto: “l'Idv non sosterrà un governo tecnico”. Il presidente dell'Italia dei Valori dice ‘no’ e va in controtendenza rispetto alle intenzioni del Pd.

Nel frattempo, Berlusconi invita i ‘suoi’ ad essere uniti: “Ora è importante rimanere uniti”, ha detto ai senatori, con un chiaro riferimento alle divisioni interne al partito sull'ipotesi di appoggio a un esecutivo tecnico. “Bisogna rimanere uniti e decidere dopo avere ascoltato tutti” e sull'ipotesi di un appoggio a un governo Monti di larghe intese, ha detto: “Deciderà l'ufficio di presidenza del Pdl, e se necessario la direzione nazionale. È una scelta complessa e difficile e noi siamo un partito democratico”.

E se davanti ai suoi senatori, Berlusconi si è detto ‘preoccupato’ per la situazione che vive il governo e il Paese, dall’altra si sente comunque ‘sereno’ perché consapevole di aver fatto la sua parte e ha espresso la sua preferenza per andare subito alle urne, dicendosi ma nello stesso tempo consapevole del fatto che non c'è tempo da perdere: “Il voto sarebbe una scelta limpida ma non possiamo aspettare mesi a causa della speculazione dei mercati. Siamo sotto speculazione internazionale e il mondo finanziario ci dice che non possiamo reggere due o tre mesi in attesa delle elezioni”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il