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Governo Monti: cosa farà il nuovo esecutivo. Misure e programmi

Le priorità del governo Monti



Il profilarsi di un nuovo governo tecnico guidato da Mario Monti sta divenendo realtà. Entro oggi, dopo l’approvazione del maxi emendamento alla Legga di stabilità, l’Italia dovrebbe salutare il premier Silvio Berlusconi e prepararsi ad una nuova era, che dovrà necessariamente mantenere gli impegni presi con l’Ue per non fallire.

A ‘salvare’ il Paese, ci sarà il senatore Mario Monti. Nato a Varese il 19 marzo 1943, studi classici dai Gesuiti, nella scuola dell'alta borghesia milanese, Monti si laurea alla Bocconi nel 1965. Poi il passaggio negli Usa dove si specializza a Yale studiando con il futuro premio Nobel, James Tobin (quello della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie), e arriva prestissimo alla docenza: a soli 27 anni è già professore all'Università a di Torino.

Quindici anni dopo il ritorno alla Bocconi, dove assume la cattedra di Economia politica e l'incarico di rettore dell'istituto. Nel 1994, Silvio Berlusconi, appena insediatosi a Palazzo Chigi, lo indica come commissario europeo e avrà le deleghe per il mercato interno, i servizi finanziari e la fiscalità. Riesce addirittura ad infliggere al gigante Microsoft di Bill Gates una multa record di 497 milioni di euro per aver violato le norme antitrust.

Monti da tempo, pur riconoscendo a Giulio Tremonti una ‘determinazione contabile’, rimprovera al governo di ‘non averla ancorata ad alcuna strategia concreta e credibile di politica economic’.

Secondo Monti “è il Pil, il denominatore nel rapporto con disavanzo e debito, il grande assente dalla scena nazionale, assente dalle misure delle ultime manovre, assente perfino dai diktat esterni che puntano più alla stabilità che allo sviluppo. C'è un grande lavoro da fare, la crescita richiede la rimozione di ogni privilegio”.

Al primo posto nella scaletta delle priorità di Monti ci sarebbero le liberalizzazioni, dei servizi pubblici locali, elle professioni, delle industrie a rete come trasporti, energia e telecomunicazioni.

Poi l’abbattimento di costi esorbitanti e privilegi della cosiddetta casta, operazione tanto paventata ma mai davvero studiata e attuata. Ora potrebbe arrivare la svolta. E ancora, al centro di nuovi piani l’occupazione giovanile, le pensioni, il mercato del lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il