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Liberalizzazioni, pensioni, evasione fiscale, stipendi statali, ici: novità manovra Monti

Le misure della manovra del nuovo premier



“Rilanciare la crescita con attenzione all’equità sociale”: questo l'obiettivo che il nuovo presidente del Consiglio italiano in pectore, Mario Monti, si propone di raggiungere, per garantire il pareggio di bilancio nel 2013 come promesso all’Unione europea.

La manovra si baserà su nuove tasse e tagli, a partire dalla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, eliminata dal governo Berlusconi, e che dovrebbe portare nelle casse dello stato circa 3,5 miliardi di euro, e per cui l’onere varierebbe da città a città; alla percentuale di rivalutazione delle rendite catastali del 25-30%; a misure più forti contro l’evasione fiscale con particolare attenzione al nuovo redditometro e alla tracciabilità dei pagamenti.

Altra novità in ballo l’introduzione di una patrimoniale del 5 per mille applicata ogni anno su tutti i beni (mobiliari e immobiliari) e finalizzata alla riduzione del prelievo su imprese e lavoratori.

La soglia di applicazione della patrimoniale dovrebbe essere pari ad 1 milione di euro. e poi spazio ai tagli ai costi della politica; alla riforma fiscale, che deve essere applicata entro il 30 settembre 2012 per garantire alle casse dello Stato 4 miliardi nel 2012 e 16 miliardi di euro nel 2013; alla riduzione degli stipendi pubblici; alle liberalizzazioni di ordini professionali, servizi pubblici locali, orari dei servizi commerciali, e privatizzazione delle società municipalizzare.

Novità in arrivo anche per quanto riguarda il mercato del lavoro, dove sarà introdotto il nuovo sistema del flexsecurity, che permette alle imprese di licenziare più facilmente garantendo, però, un sistema di ammortizzatori sociali più consistenti per i lavoratori espulsi dall’impresa rispetto a quelli esistenti oggi.

Non manca la questione pensioni: in discussione due ipotesi. La prima riguarda l’anticipo dal 2013 al 2012 di quota 97 (somma di età anagrafica e contributiva) per arrivare a quota 100 nel 2015, mentre la seconda prevede il superamento del sistema delle quote vincolando ad un requisito anagrafico (60 anni) le pensioni di anzianità che invece ora sono vincolate al requisito contributivo di 40 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il