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Pensioni: novità legge stabilità e riforma Monti. Anche vecchiaia. Cosa cambia

Quando si andrà in pensione con la nuova manovra?



Risanare il debito pubblico entro il 2013 e rilanciare la crescita economica: questo l’obiettivo del nuovo governo guidato da Mario Monti. Si comincerà con pensioni, patrimoniale e Ici sulla prima casa, mentre restano improbabili i prelievi sui conti correnti e i condoni.

La manovra finanziaria del 2011 darà il via libera alla tanto contestata riforma delle pensioni che prevede l’abolizione delle pensioni di anzianità, il passaggio definitivo per le pensioni di vecchiaia al sistema contributivo e l'accelerazione per l'abbassamento dell'età pensionabile a 67 anni.

Si andrà in pensione a 67 anni già a partire dal 2016 e non più dal 2026, in base ai calcoli della speranza di vita e delle finestre di pensionamento. Il primo prevede che l'età richiesta per il pensionamento cresca automaticamente ogni tre anni, in base alle stime dell'Istat sulle speranze di vita, mentre il meccanismo delle finestre prevede che, una volta maturato il requisito d'età, si debba attendere ancora per raggiungere l’età pensionabile e il tempo di attesa è di 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi.

Già nel 2013, l'età effettiva di pensionamento per gli uomini (dipendenti) e le donne del settore pubblico sarà pari a 66 anni e 3 mesi, mentre i lavoratori autonomi andranno in pensione a 66 anni e 9 mesi. Il requisito minimo dei 67 anni viene raggiunto in periodi diversi, a seconda delle categorie.

Per i lavoratori autonomi, ad esempio, i 67 anni saranno raggiunti nel 2016 e, considerando i 18 mesi della finestra, l’accesso alla pensione di vecchiaia scatterà a metà del 2017. Per i dipendenti del pubblico impiego i 67 anni verranno raggiunti nel 2022, e la pensione cadrà nel 2023.

Per le lavoratrici autonome il pensionamento scatterà a metà 2025, mentre per le dipendenti del settore privato, a cui si applica un meccanismo più graduale di incremento dell’età, viene richiesto il requisito dei 67 anni a partire dal 2025. Per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, nel 2050 uomini e donne potranno accedere alla pensione di vecchiaia intorno a 70 anni, secondo le stime del ministero dell'Economia.

Una volta raggiunta l'età minima di accesso al pensionamento a 67 anni entro il 2026 per tutte le categorie di lavoratori, la stessa cresce ulteriormente per effetto dell'adeguamento agli incrementi della speranza di vita per raggiungere valori prossimi ai 70 anni attorno al 2050.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il