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Ici Manovra Monti: la nuova tassa sulla casa

La nuova tassa sulla prima casa ispirata al modello francese



E’ la vera novità della manovra fiscale firmata Monti: è la reintroduzione dell’Ici prima casa, abolita dal governo Berlusconi, e che ora torna per portare nelle casse dello stato una somma che dovrebbe aggirarsi introno ai 3,5 miliardi di euro, equivalenti al 41% dell'attuale gettito Ici (9,1 miliardi di euro), portando così complessivamente nelle casse dei Comuni oltre 12,8 miliardi di euro.

L’Ici per le famiglie italiane sarà diversa a seconda della città in cui risiedono: a Milano, per esempio costerà 393 euro, a Roma 407,95 euro, a Bologna peserebbe mediamente 416,85 euro a famiglia, a Firenze 395,05 euro.

La nuova tassa sulla prima casa dovrebbe orientarsi a seguire il modello francese. In Francia, vengono applicate sugli immobili dagli enti locali due forme di prelievo: la Taxe Foncière, che grava sui proprietari, e la Taxe d’habitation, pagata da chi occupa l’immobile a qualsiasi titolo, che sia di affitto, usufrutto, o comodato d’uso.

La base imponibile è il valore catastale del fabbricato e le aliquote variano da città a città. Oltre a queste due tasse è previsto anche un prelievo patrimoniale (Impot sur la fortune-Isf) che grava sulla ricchezza complessiva del contribuente, quando supera i 790 mila euro (tra case, titoli e altri cespiti). L’aliquota è compresa tra lo 0,55 e l’1,8% del valore dei beni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il