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Btp e Bot da comprare nonostante lo spread record con scadenza 2 anni. Consigli

Investire in Btp e Bot: quali preferire



Nonostante lo spread continui a salire, anche se in Italia qualcosa sembra stia cambiando dopo le dimissioni di Berlusconi e l’arrivo del nuovo presidente del Consiglio Monti, Bot e Btp non arrivavano sopra il 6% dal 1997.

Attualmente qualunque prestito al Tesoro italiano, indipendentemente dalla lunghezza dell’impegno, deve pagare al mercato tra il 5% e il 7% e investire, in Bot, a un anno o a trent’anni, con i Btp più lunghi, non offre sostanziali differenze di premio. Il rischio però è ben più elevato rispetto a qualche mese fa.

CorrierEconomia ha fornito i dettagli tecnici attualmente disponibili per decidere in merito alla quota di titoli di stato nazionali da tenere in portafoglio: si parte dalle scadenze più brevi, che pagano appunto un rendimento di oltre 4 volte superiore al tasso di sconto della Bce, per arrivare alle scadenze medie e a quelle più lunghe.

Un capitolo a parte è dedicato poi a Cct e ai Btp collegati all’inflazione, titoli che non sono sostenuti dagli acquisti dell’autorità monetaria europea e che quindi offrono sconti di valutazione e premi di rendimento ancora più elevati.

Il consiglio, comunque, è quello di preferire Bot e Btp a breve termine (a 2 anni) per proteggere il capitale nel caso di un ulteriore peggioramento della situazione. Secondo gli esperti, quanto minore è il numero delle cedole di un titolo (perché ha vita breve) tanto più stabile è il valore dell’obbligazione stessa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il