Mutui a tasso variabili, record spread btp-bund e crisi economica: cosa cambia.

Le influenze della crisi sulla scelta dei mutui da accendere



Regna l'incertezza nel mondo dei mutuatari: chi ha un tasso variabile si chiede cosa possa succedere ora con la crisi ancora in corso, i mercati ancora altalenanti , lo spread tra Btp e Bund che continua a volare e la costituzione del nuovo governo italiano. Un quadro ben complesso da delineare.

Certo, la crisi del debito sovrano europeo ha determinato una nuova politica monetaria da parte della Banca centrale europea volta a ridurre il costo del denaro. Il taglio al tasso ufficiale dello 0,25%, operato una settimana fa dalla Bce potrebbe teoricamente determinare una riduzione della rata mensile per chi ha un mutuo a tasso variabile ed effettivamente la tendenza attuale gioca al ribasso.

In futuro, i tassi dovrebbero subire un ulteriore taglio, originando rate più leggere per chi ha scelto il variabile, per chi, invece, ha scelto il tasso fisso non cambierà nulla perchè continuerà a mantenere le condizioni del finanziamento determinate esclusivamente dal contratto iniziale con la banca.

Alcuni esperti consigliano a chi voglia oggi accendere un mutuo di orientarsi comunque ai variabili, nonostante lo spread continui a salire, perché restano sempre più convenienti rispetto ai tassi fissi.

D’altro canto, la scelta di un tasso fisso non provocherebbe alcun rischio in caso di rialzi futuri del costo del denaro. Inoltre, l'Irs a 10 e 20 anni è al di sotto del 3%, offrendo buone possibilità di ottenere mutui a prezzi relativamente accessibili.
Autore:

Marianna Quatraro

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di Marianna Quatraro pubblicato il