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Programma Governo Monti ufficiale al Senato:pensioni,Ici,lavoro,tagli costi politica e altre misure

Rigore, equità e crescita le parole chiave del discorso del nuovo premier



Rigore, equità e crescita le parole chiave del discorso che Mario Monti per 45 minuti ha tenuto in Senato. “Se falliremo, se non raggiungeremo le riforme che servono, saremo tutti sottoposti a condizioni ben più dure”: così il presidente del Consiglio Mario Monti ha iniziato ad esporre in Senato il suo nuovo programma di governo, che ha definito “governo di impegno nazionale. Significa assumere su di sé il compito di rinsaldare le relazioni civili e istituzionali fondandole sul senso dello Stato”.

Le misure annunciate, che si propongono di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, partono dalla piena attuazione delle norme varate nel corso dell’estate con le misure aggiuntive previste nella lettera presentata all’Ue, dai tagli ai costi della politica (“saranno ineludibili interventi per contenere i costi delle cariche elettive”), al riordino delle Province, alla definizione immediata del programma di organizzazione della spesa per i ministeri.

Il nuovo governo metterà mano al sistema pensionistico, penalizzato, secondo Monti, “da ampie disparità di trattamento tra generazioni, categorie e aree di privilegi”. E’ stata riservata particolare attenzione alle donne: per Monti è “indifferibile l'inserimento e la permanenza al lavoro delle donne. Bisogna conciliare le esigenze del lavoro e della famiglia oltre che di sostegno alla natalità”, ha specificato il premier annunciando tra le altre cose che si studierà “una tassazione preferenziale per le donne”.

Quanto all'Ici, il capo del governo ha sottolineato che “l'esenzione delle abitazioni principali è una peculiarità se non un’anomalia del nostro ordinamento. Sarà necessario riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare”.

E ancora, liberalizzazioni, privatizzazioni, dismissioni, da riformare le istituzioni del mercato del lavoro per maggiori tutele del lavoro e di sicurezza sociale e per sostenere la crescita dell’economia italiana, spinta all’occupazione giovanile (l’Italia ha bisogno di investire sui suoi talenti) e femminile, mobilità.

Spazio poi alla riforma degli ammortizzatori sociali per garantire le coperture a tutti, di lotta al lavoro sommerso, e della volontà di assicurare piena inclusione delle donne, ormai ‘questione indifferibile’, oltre che studiare misure per premiare il merito dei più giovani. Previste norme più ferree contro l’evasione fiscale, non solo per aumentare il gettito ma anche per abbattere le aliquote pensioni.

Previste, anche, nuove politiche microeconomiche basate soprattutto sulla valorizzazione del capitale umano. Interventi mirati su scuole e università, e su infrastrutture. Monti ha annunciato che provvederà anche ad una spending review del fondo unico della presidenza del Consiglio.

Un’agenda dunque prevalentemente, almeno in questa prima delicatissima fase, economica. Il nuovo premier promette rigore, crescita ed equità e ha insistito sull'ultimo punto: “I sacrifici per risanare il debito e far ripartire la crescita saranno equi”, ha detto, convinto del fatto che “più le riforme saranno eque, più saranno efficaci. Se falliremo, se non raggiungeremo le riforme che servono, saremo tutti sottoposti a condizioni ben più dure”. Questa sera il voto di fiducia.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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