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Programma Monti: tutti i punti e novità

I punti fondamentali del nuovo programma di governo



E’ stato presentato ieri in Senato il nuovo programma di governo di Mario Monti. Diverse le misure in discussione. Rigore, crescita ed equità: questi i tre cardini del programma di governo illustrato ieri.

Dalle privatizzazioni alle liberalizzazioni, dai tagli ai costi della politica a misure fiscali più ferree, da nuove misure per il mondo del lavoro, all’Agenda Digitale, alla riforma degli ordini professionali, all’Ici alla patrimoniale alle pensioni. Si tratta di un’agenda di impegni prettamente economica per garantire il pareggio di bilancio nel 2013.

La novità più importante riguarda la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, abolita dal governo Berlusconi. Monti ha annunciato: “Intendiamo riesaminare il prelievo sulla ricchezza immobiliare che rispetto agli altri paesi europei «è particolarmente bassa. L’esenzione dall’Ici delle abitazioni principali costituisce una peculiarità se non una anomalia del nostro ordinamento”. Probabile, dunque, il suo ritorno.

Capitolo controverso da sempre, le pensioni, cui Monti ha dedicato una parte a sé del suo intervento, sottolineando come negli scorsi anni la normativa previdenziale sia stata “oggetto di ripetuti interventi, che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa. Ma il nostro sistema pensionistico rimane caratterizzato da ampie disparità di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori, nonché‚ da aree ingiustificate di privilegio”.

Allo studio, dunque, nuove misure fra cui un intervento per l’estensione del metodo contributivo pro rata e uno sulle aliquote, avvicinando quella dei lavoratori autonomi a quella dei dipendenti. Ma Monti punta anche su nuove misure fiscali e nuove misure a sostegno del lavoro.

Per quanto riguarda le prime, auspica una revisione delle tasse sugli immobili e lotta all’evasione attraverso un minore uso del denaro contante. Monti dice che “Per sostenere la crescita, si punta a una riduzione del peso delle tasse sul lavoro e sull’attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà”.

Per quanto riguarda l’Iva, si pensa poi all’innalzamento dell’aliquota del 10 all’11%, considerato che l’aliquota ordinaria è stata già aumentata (dal 20 al 21%) e che quella al 4% riguarda i beni di prima necessità. Ancora in discussione la patrimoniale.

Per quanto riguarda, invece, il lavoro, Monti punta a superare “l’impostazione attuale di un mercato duale dove alcuni hanno ampie tutele e altri sono privi di ogni assicurazione di base. Il tutto accompagnato da una riforma degli ammortizzatori sociali. E con un’attenzione particolare all’inserimento e permanenza al lavoro delle donne, attraverso misure per conciliare le esigenze del lavoro e della famiglia oltre che di sostegno alla natalità”. Sì, dunque, a asili nido aziendali, part time reversibili, orari flessibili e telelavoro e anche a una tassazione preferenziale» a favore delle donne.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il