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Ici Monti: tassa su prima e seconda casa. Come funziona

Si alla reintroduzione dell’Ici: cosa cambia e valori



Lo ha sottolineato diverse volte il premier Mario Monti: l’Italia sarebbe tra i principali paesi europei, caratterizzata ‘da un’imposizione sulla proprietà immobiliare particolarmente bassa’, il che vorrebbe dire una rivisitazione degli attuali valori catastali che oggi sono alla base per la determinazione dell'imponibile del prelievo fiscale sugli immobili.

Si, dunque, alla reintroduzione dell’Ici e lo stesso Monti ha anche voluto specificare il carattere di progressività che dovrà ispirare il nuovo prelievo e che si potrà tradurre in richieste differenziate in base al valore degli immobili posseduti da ogni contribuente.

Sulla valutazione dell’Ici peserà anche il debutto dell'Imu (imposta municipale unica), perché costruito su presupposti completamente diversi. Esclusa la prima casa, l'Imu poggia su un'aliquota di riferimento più alta della media Ici (7,6 per mille aumentabile fino al 10,6) e ingloba anche l'Irpef sui redditi fondiari oggi pagata dai proprietari di seconde case non locate. Non basta, dunque, abbassare la richiesta per avere un'imposta adatta alle prime case.

Il ritorno dell'Ici sull'abitazione principale, poi, rimetterebbe in discussione i presupposti della Res, tributo su rifiuti e servizi locali che dovrebbe essere pagato da tutti i residenti nel Comune. La e Res, per effetto del federalismo fiscale, abbasserebbe di un punto l'aliquota media dell'Imu. Il calcolo dell’ Ici avviene sul valore dell’immobile e non sulla rendita catastale.

L’imposta è di impianto federalista, perché ogni Comune ha facoltà di deliberare l' aliquota da applicare in una forchetta che va da 2 al 9 per mille e gli sconti legati al tipo di immobile o al reddito del contribuente. Ciò che resta da capire è se il governo darà indicazioni alla discrezionalità dei municipi e soprattutto se la base di calcolo dell’imponibile sarà quella dei valori attuali o se invece avverrà su estimi aumentati.

Si è parlato in questi giorni di un modello di imposizione progressiva, che significa che più case si hanno, più in proporzione si dovrebbe pagare, come quanto già avviene con i redditi. O si potrebbero sommare i valori immobiliari complessivi detenuti da un contribuente o considerando il numero di immobili posseduti, prevedendo prelievi proporzionalmente crescenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il