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Pensioni: novità Monti. Età, incentivi, calcolo e quote

Sistema contributivo per tutti. Prevista una fascia di flessibilità tra 62 e 70 anni



Si all’estensione del metodo contributivo per tutti: è questa la principale novità in materia di pensioni introdotta dal nuovo governo Monti. Il metodo retributivo che garantisce al lavoratore il reddito che ha ottenuto nell’ultima parte della sua vita, è ormai ritenuto un meccanismo che produce gran parte delle diseguaglianze sociali di oggi.

Il sistema contributivo funziona come un libretto di risparmio: il lavoratore provvede, insieme all’azienda, a mettere da parte annualmente il 33% del proprio stipendio (i lavoratori autonomi il 20% del reddito). Il capitale versato produce un interesse a un tasso legato alla dinamica quinquennale del Pil (il Prodotto interno lordo) e all’inflazione, ciò significa che più cresce l’Italia, maggiori saranno le rendite su cui si potrà contare.

Alla data del pensionamento, al montante contributivo rivalutato si applica un coefficiente di conversione che cresce con l’aumentare dell' età. Il coefficiente, ad esempio, è pari al 4,798%, per chi sceglie di chiedere la rendita a 60 anni, sale al 5,093% per chi resiste fino a 62 anni e al 5,620% se si decide di arrivare fino a 65 anni.

L' introduzione del contributivo per tutti, avverrà comunque in pro-rata. Riguarderà la totalità dei lavoratori, indipendentemente dal numero degli anni contributi accumulati al dicembre  ‘95, ma varrà solo per i versamenti futuri (per la contribuzione versata dal primo gennaio 2012, come sembra).

Potrà essere consentito il pensionamento anticipato a prima dei 63 anni, ma in questo caso l’assegno mensile verrebbe ridotto proporzionalmente. Per fare un esempio, prendendo il caso di un dipendente con uno stipendio pensionabile di 30 mila euro l’anno a cui venga imposto di lavorare 2-3 anni in più, se, mantenendo la regola retributiva, ogni anno di lavoro aggiuntivo porterebbe all’aumento dell’assegno annuo di 600 euro (il 2% della retribuzione), a prescindere dall' età di pensionamento, con il contributivo pro-rata, tale aumento dipenderebbe dall’età e sarebbe pari a 536 euro per un 63enne e a 573 euro per un 65enne.

La fascia di età stabilita nel 1995 (57-65 anni) dovrebbe essere adeguata all’aumentata aspettativa di vita e portata quindi a 62-68 (70) anni., che dovrebbe essere in seguito automaticamente adeguata alle variazione della longevità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il