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Ici, imu, rivalutazioni rendite: tasse su casa Monti

Un tesoretto da 60 miliardi con le nuove tasse sugli immobili



Si alla reintroduzione dell’Ici, all’Imu (imposta municipale unica) dal 2013, e alla rivalutazione di rendite catastali: il piano Monti riparte dalle tasse sul mattone per alleggerire Irap e Irpef per lavoratori e imprese. Per la reintroduzione dell’Ici sull'abitazione principale bisognerebbe considerare il sistema federalista del governo precedente e il debutto dell'Imu.

La nuova tassa cambia, infatti, le cose: esclusa la prima casa, l'Imu poggia su un'aliquota di riferimento più alta della media Ici (7,6 per mille aumentabile fino al 10,6) e comprende anche l'Irpef sui redditi fondiari oggi pagata dai proprietari di seconde case non locate. In questo modo, non basta abbassare la richiesta per avere un’imposta adatta alle prime case.

Il federalismo chiama in ballo poi anche la Res, il tributo su rifiuti e servizi locali che dovrebbe essere pagato da tutti i residenti nel Comune (compresi gli inquilini e chi ha ricevuto un alloggio in uso gratuito). L'ingresso in campo della Res abbasserebbe di un punto l'aliquota media dell'Imu, perché seguendo il sistema federalista, ogni valore è collegato a un altro, per far quadrare i conti complessivi degli enti locali.

Per questa ragione, l'introduzione di un elemento ulteriore impone di rivedere importi, aliquote e basi imponibili di tutte le imposte coinvolte. La novità è che con l’introduzione delle nuove tasse sugli immobili si arriverebbe a costituire un tesoretto di 60 miliardi che lo Stato potrebbe recuperare se aggiornasse le rendite catastali (base di calcolo di quelle imposte) e riportasse così il valore di abitazioni, pertinenze e altri fabbricati a quello di mercato.

Valore che nel 2009 era pari a circa 3,7 volte il corrispondente fiscale e che per essere colmato dovrebbe portare in campo la riforma delle tariffe d'estimo, ferme al 1990 (ma per legge si dovrebbero rivedere ogni dieci anni) e dunque ai prezzi e alla redditività delle abitazioni del 1988-1989.

Ed è proprio sugli estimi che Monti potrebbe puntare, perché aggiornare i valori catastali significa accrescere in modo proporzionale i relativi tributi. Così, la sola Ici vale 3,5 miliardi l'anno di gettito aggiuntivo. Con le rendite elevate del 50%, dal 5% attuale, si arriva a 11,2 miliardi; del 100%, a 20 miliardi; del 150% a 28,3 miliardi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il