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Manovra Finanziaria Monti: detrazioni e agevolazioni Fisco imprese e famiglie

Le misure fiscali della nuova Manovra Monti



Ici, Iva, Irpef, Irap sono le misure che dovrebbero portare nelle casse dello stato nuovi soldi per riempirle. Il numero delle misure in esame è notevolmente cresciuto rispetto alle 242 elencate in allegato al bilancio dello Stato, ma si tratta di un’estensione apparente, perché in realtà si tratta di misure già esistenti ma accorpate sotto un’unica voce, per esempio le spese detraibili dall'Irpef.

Il governo pensa a nuove entrate, e può in parte attuare la delega tagliando alcune agevolazioni marginali come palestre e spese veterinarie, e a questo scopo potrebbe servire, oltre ai tagli e ai risparmi di spese, anche il gettito della doppia manovra su Super-Imu e Iva, la cui destinazione primaria resta il taglio delle tasse su lavoro e imprese.

Per l’Imu si prevede il pagamento su prime e seconde case e l’aumento delle rendite catastali che sarà mitigato con relative detrazioni Irpef più alte per i redditi più bassi (da 103 fino a 250 euro) o con una progressività della rivalutazione in base alle categorie d’estimo.

Sull’Iva si ragiona sull’aumento, oltre dell’aliquota del 21 anche di quella del 10%. Parte del gettito delle due misure (9,4 miliardi Super Imu e 8-9 l’Iva) sostituirebbe il risparmio della delega assistenziale che altrimenti si rileverebbe una bomba dal punto di vista dell’equità e della crescita.

Si lavora anche sui tagli e sui risparmi. Il discorso su detrazioni e agevolazioni fiscali da eliminare dalla nuova Manovra è piuttosto complesso: difficile, per esempio, sarebbe abolire le detrazioni per familiari a carico, una scelta che potrebbe essere sanzionabile dal punto di vista del rispetto dei principi costituzionalmente garantiti.

Difficile anche intervenire sull'esclusione dall'Irpef degli assegni per il mantenimento dei figli spettanti al coniuge separato. Improbabile alzare le aliquote dell'Iva ridotte al 4 e al 10%, che comportano una perdita di gettito di 40,128 miliardi di euro, e che tassano ad aliquota inferiore consumi necessari, per cui l'eventuale aumento di queste aliquote graverebbe troppo sui consumi finali delle famiglie.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il