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Fondi pensioni e crisi: sono sicuri? Cosa comprano i gestori

Tengono bene i fondi anche durante la crisi



Mettere al sicuro i propri soldi in un fondo pensione che servirà ad integrare la futura pensione per mantenere un buon tenore di vita anche una volta cessata l'attività lavorativa, sembra un'operazione ancora sicura da compiere nonostante la crisi in corso e l'andamento degli spread, arrivati alle stelle.

Riccardo Cesari, docente di Matematica finanziaria presso l'università di Bologna ed esperto di fondi pensione spiega infatti che “I fondi guardano lontano. E cercano il rendimento sicuro, dopo aver ripulito il portafoglio dai titoli dei Paesi a rischio”.

“I fondi pensione non comprano più titoli italiani, ma neanche li vendono. Sarebbe un suicidio”, ha precisato poi Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza. Anche Maurizio Agazzi, direttore di Cometa, il più grande fondo di previdenza complementare italiano, che conta 450 mila iscritti del settore metalmeccanico, 6 miliardi di attivo netto, il 65-70% del patrimonio in titoli di Stato, di cui la metà italiani, ha rassicurato: “Non avvertiamo particolare tensione tra gli iscritti”.

Risultato: il fondo pensione riesce a tenere bene anche durante questo periodo di crisi. Meglio, comunque, secondo i consigli degli esperti, preferire fondi pensione negoziali, fondi chiusi che nascono da contratti o accordi collettivi anche aziendali i cui destinatari sono lavoratori di un determinato comparto, impresa o territorio; fondi pensione aperti, strumenti di previdenza complementare creati e gestiti da banche, Sgr, Sim, assicurazioni e poi collocati presso il pubblico; e PIP, Piani individuali pensionistici realizzati attraverso la sottoscrizione di contratti di assicurazione sulla vita, che assicurano una rendita vitalizia che si aggiunge alla pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il