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Pensioni contributivo, aumento età, anzianità nel 2012: tempi più rapidi, ma poche novità con Monti

Pensioni: tempi accelerati rispetto a quelli previsti per il ministro del Welfare



Sistema contributivo esteso a tutti: chi da gennaio 2012 lascia il lavoro avrà una pensione calcolata con il sistema contributivo: niente più, dunque, il reddito ottenuto nell'ultima parte della carriera lavorativa, a favore di un sistema più equo, con cui si riceverà in proporzione di ciò che si è versato e in cui saranno favoriti coloro che resteranno più a lungo al loro posto di lavoro.

Con il sistema contributivo, lavoratore e azienda ‘mettono da parte’ il 33% dello stipendio ogni mese (20% per un lavoratore autonomo). I contributi così versati verranno poi, a fine carriera, rivalutati in base all'andamento quinquennale del Pil e dell'inflazione, quindi più alti saranno questi parametri, maggiore sarà la rendita ricevuta.

Al momento della pensione, al capitale sarà inoltre applicato un coefficiente legato all'età in cui ci si ritira dal lavoro, per cui più alta è l'età, più alto è il coefficiente. Si potrà andare in pensione prima, ma l'assegno mensile si ridurrà notevolmente. Il nuovo sistema verrà applicato a partire dal 1 gennaio 2012, ma solo a coloro che nel 1996 avevano un'anzianità di servizio inferiore ai 18 anni.

Di questi, coloro che in quell'anno lavoravano già vedranno applicarsi un sistema misto, retributivo per gli anni lavorati prima del 1996, contributivo per quelli dopo, mentre coloro che hanno cominciato a lavorare dopo il 1996 avranno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo.

L’introduzione del criterio contributivo per tutti sarà comunque effettuata in pro rata e riguarderà la totalità dei lavoratori. La riforma delle pensioni è stata già stata largamente fatta, dunque, “ma necessita di tempi più accelerati di quelli previsti”, ha detto il ministro del Welfare Elsa Foriero, che cerca di tranquillizzare chi teme provvedimenti drastici a carico dei lavoratori.

L’altra novità pensioni riguarda il graduale superamento dei pensionamenti di anzianità magari con l'adozione di un sistema flessibile di uscite, forse con una forbice 62-67 o 70 anni, ancorato a un meccanismo di incentivi-disincentivi, per cui chi va in pensione più tardi riceverà premi mentre sarà penalizzato chi va in pensione prima.

Previsto, inoltre, l’anticipo dei tempi sull’aumento dell’età di vecchiaia delle donne nel settore privato (al momento l’adeguamento a quella degli uomini e delle donne nel settore pubblico è prevista tra il 2014 e il 2026) e l’anzianità arrivando in tempi brevi a quota 100 (tra età anagrafica e anni di contribuzione).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il