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Manovra Monti:ici, liberalizzazioni, evasione fiscale contanti già martedì 29 novembre.Pensioni no

Le misure al vaglio pronte già forse martedì prossimo



Potrebbe essere approvate già martedì prossimo, 29 novembre, il nuovo pacchetto da 15-20 miliardi che dovrebbe contenere le misure su Ici progressiva, rendite catastali, stretta sul contante, ma anche liberalizzazione di professioni e servizi locali.

Per garantire il pareggio di bilancio nel 2013 come promesso all’Unione europea, il nuovo programma si baserà su nuove tasse e tagli, a partire dalla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, misure più forti contro l’evasione fiscale.

Le liberalizzazioni toccheranno gli ordini professionali, per cui il governo procederà al riordino della disciplina delle professioni regolamentate anche dando attuazione a quanto previsto dalla legge di stabilità in materia di tariffe minime. La legge di Stabilità appena approvata ha formalmente eliminato ogni riferimento all'uso dei tariffari come parametri di riferimento per la pattuizione del compenso tra professionista e cliente.

Ciò significa che la determinazione della parcella dovrà essere svincolata da qualunque tariffario minimo. Liberalizzazione poi dei servizi pubblici locali, degli orari dei servizi commerciali e della privatizzazione delle società municipalizzare. Stop poi ai vitalizi dei senatori, si ridurranno cioè le pensioni maturate dai parlamentari al termine del loro mandato.

Una decisione già adottatoa, ma che in realtà riguarderà solo i futuri senatori senza toccare i diritti acquisiti dagli ex e dagli attuali parlamentari. Sul fronte, infine, della crescita, il ministro Passera ha annunciato un nuovo piano energetico nazionale.

Ci sarà forse ancora da aspettare per quanto riguarda le pensioni. Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha spiegato che la riforma delle pensioni è largamente già fatta ma ora i “tempi potranno essere accelerati”.

Le novità in merito riguarderanno l'anticipo del requisito per la pensione di vecchiaia che la legge di stabilità ha già innalzato per tutti, donne e uomini, a 67 anni a partire dal 2026; potrebbe essere poi adottato un meccanismo flessibile di uscita dal lavoro con incentivi e disincentivi e un’età tra 63 e 70 anni; prevista inoltre l’estensione del sistema contributivo per tutti. Al vaglio del ministro anche un decreto per l'accorpamento di Inps, Inail e Inpdap nel nuovo Istituto previdenza generale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il