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Pensioni: età e quote più alte dal 2012 in riforma Monti

Novità pensioni in Manovra Monti



Alcune misure del pacchetto della nuova Manovra Monti potrebbero vedere la luce già martedì prossimo, 29 novembre, ma per quanto riguarda la questione pensioni bisognerà aspettare ancora un po’.

Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha spiegato che la riforma delle pensioni è già fatta ma ora i “tempi potranno essere accelerati”. Le novità in merito riguarderanno l'anticipo del requisito per la pensione di vecchiaia che la legge di stabilità ha già innalzato per tutti, donne e uomini, a 67 anni a partire dal 2026; potrebbe essere poi adottato un meccanismo flessibile di uscita dal lavoro con incentivi e disincentivi e un’età tra 63 e 70 anni; prevista inoltre l’estensione del sistema contributivo per tutti.

Il sistema contributivo pro-quota dovrebbe partire dal prossimo gennaio e potrebbe essere anticipata dal 2013 al 2012 anche quota 97 (somma di età anagrafica e contributiva) per i pensionamenti di anzianità. Un'altra opzione (poco gettonata) è il blocco di una anno della finestra di uscita.

Per quanto riguarda i coefficienti di trasformazione, la versione attuale prevede per il 2013 il primo gradino di 3 mesi per l'aggancio del pensionamento all'aspettativa di vita. Se si anticipa di un anno quel meccanismo si devono anticipare anche i coefficienti, per i quali è aperta l'istruttoria di aggiornamento Istat-Lavoro.

Il via libera al contributivo per tutti introdurrebbe anche un incentivo al posticipo per i pensionandi di anzianità, compresa la maggioranza relativa di quanti lasciano il lavoro con 40 anni di contributi. Per quanto riguarda i 40 anni di contribuzione, si pensa anche di innalzare a 41 anni i contributi. Ipotesi, però, fortemente osteggiata dai sindacati.

Sono, invece, proprio i sindacati ad appoggiare l'estensione del metodo contributivo nella forma pro rata e anche al ricorso a un meccanismo flessibile per consentire i pensionamenti in una forbice compresa tra 63 e 70 anni con disincentivi per chi esce prima dei 65 anni e micro-incentivi per coloro che decidono di uscire dai 66 anni in poi. Al vaglio del ministro anche un decreto per l'accorpamento di Inps, Inail e Inpdap nel nuovo Istituto previdenza generale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il