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Obbligazioni e crisi: perdite alte ma conviene non vendere se possibile

Tensioni per le obbligazioni bancarie: la situazione



Chi possiede nel proprio portafoglio di investimento obbligazioni bancarie ed è andato incontro a perdite nell’ultimo periodo a causa della forte crisi economica, farebbe bene a portare ancora un po’ di pazienza e non farsi prendere dalla voglia di vendere. Oggi non conviene.

Registrano forti tensioni le obbligazioni bancarie, vale a dire sui prestiti di quegli istituti che sono tra i maggiori investitori in Btp, tanto che il Financial Times ha fatto notare che le quotazioni delle emissioni di Unicredit sono scese tanto da trattare a un livello implicito di rating molto inferiore a quella A2 (voto di affidabilità) che oggi viene assegnata da Moody's all’istituto.

Antonio Mauceri, amministratore delegato di Augustum Opus sim, ha spiegato che “I primi grossi movimenti si sono visti qualche settimana fa sui titoli subordinati, quelli che offrono meno garanzie in caso di fallimento della banca. Ma oggi tocca anche ai senior, quelli più sicuri. E in particolare sono molto venduti i più brevi, quelli con scadenza intorno all'anno”.

La corsa alla vendita riguarda quei bond che, proprio perché vicini alla scadenza (tutti i bond rimborsano a 100) quotano 95-96 e quindi limitano le eventuali perdite in conto capitale di chi vende ora. La corsa alla vendita, però, oggi non giova per la differenza tra quotazioni in acquisto e in vendita e dipende, inoltre da banca a banca e da cliente a cliente, soggetto, dunque, a condizioni e rendimenti diversi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il