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Btp-Day: bot senza commissioni. Quali comprare. I consigli

Btp-Day: la migliore scelta per investire



28 novembre e 12 dicembre: questi i due appuntamento fissati dall’Abi per il Btp-day. L'Associazione bancaria italiana ha, infatti, deciso che saranno due i giorni a disposizione per comprare titoli di Stato senza commissioni.

Oggi, lunedì 28 novembre è il giorno dell'acquisto di titoli italiani sul mercato secondario e il 12 dicembre per i Bot a un anno che saranno messi all'asta dal Tesoro. L'iniziativa permetterà di risparmiare sulle spese legate all'acquisto dei titoli di Stato: nel caso dell'asta di Bot a un anno del 12 dicembre si tratta della misura massima applicabile stabilita dalla legge: 0,30 euro ogni 100 euro di capitale sottoscritto.

Chi compra titoli italiani oggi acquistando allo sportello 2 mila euro di Btp a scadenza 01-09-2021, attualmente al valore di circa 86,50, risparmierà circa 15,65 euro. Estendendo il calcolo a un ammontare superiore, ad esempio 20 mila euro, si eviterà di pagare circa 105 euro di commissioni.

L'iniziativa era stata lanciata dal Corriere della Sera dopo che Giuliano Melani, responsabile di una società di leasing, ha acquistato una pagina del quotidiano il 4 novembre scorso per rivolgere un appello al Paese: “Ricompriamoci il nostro debito pubblico”.

Il Corriere allora ha proposto che le banche rinunciassero per un giorno alle commissioni nei confronti dei risparmiatori che avessero acquistato titoli di Stato. Hanno aderito all’iniziativa i maggiori gruppi bancari del Paese: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, il gruppo Ubi Banca, Bnl e Banca Sella. Ma qual è la scelta migliore per il proprio investimento?

Gli esperti oggi ritengono che sarebbe meglio evitare i titoli corti per non perdere troppo in conto capitale, nel caso estremo di una ristrutturazione del debito. In caso di default, infatti, i titoli a lunghissima scadenza, che oggi in Italia quotano intorno a 80, espongono gli investitori che li avessero comprati ai prezzi attuali a minori perdite, posto che il rimborso finale in caso di default avviene sempre a meno di 100, cioè con una perdita imposta, più o meno ampia, in conto capitale. Meglio tenersi lontani anche dai Cct.

Per quanto riguarda i titoli tra tre e sette anni, i Btp cosiddetti intermedi, prevedono sia buone opportunità che rischi: chi acquista ai prezzi correnti riesce a portare a casa un rendimento di quattro punti percentuali superiore al tasso di inflazione senza doversi impegnare troppo a lungo.

Ma si possono anche comprare in ottica positivamente speculativa, sperando di ottenere un guadagno in conto capitale nel caso di un miglioramento delle quotazioni. Stesso discorso vale per i decennali. In generale, comunque, i migliori investimenti sono quelli che prevedono una diversificazione nel portafoglio dell’investitore, che preveda anche i titoli di Stato italiani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il