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Ici in base al reddito: ipotesi manovra finanziaria Monti

Sarà progressiva la nuova Ici: come si calcola



La reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, che dovrebbe portare nelle casse dello stato circa 3,5 miliardi di euro, e il cui onere varierà da città a città, sarà calcolata in base ai redditi, sarà rafforzata aggiornando le rendite catastali ferme a 15 anni fa e aumentandola in modo progressivo in rapporto al numero di appartamenti posseduti.

Ciò significa che sarà più alta per chi possiede più immobili. Della serie chi più ha più paga. La tassa sulla prima casa, eliminata dal governo Berlusconi nel 2008, torna, dunque, ma questa volta sarà graduale e modulata in base ai redditi, nel rispetto di quel principio di equità professato sin dal suo insediamento dal premier Monti.

Il sistema della graduazione dipende da fatto che non tutti i proprietari di un immobile classificabile come ‘prima casa’ dispongono dello stesso reddito o hanno accumulato la stessa ricchezza ed è per questo che l’imposta potrebbe essere strutturata seguendo il criterio della progressività.

Il prelievo fiscale potrebbe essere collegato all’Irpef del contribuente o ad aliquote Ici differenziate in base al valore catastale dell’immobile. La misura dovrebbe poi essere accompagnata dalla rivalutazione delle rendite catastali, cioè del valore in base al quale viene calcolato il prelievo fiscale sugli immobili e che, come emerge dalle rilevazioni effettuate, risulta essere nettamente inferiore al valore di mercato.

O si potrebbe stabilire l’aliquota da pagare in base al numero di immobili posseduti, con percentuali crescenti dalla seconda casa in poi. L'Ici potrebbe costare alle famiglie italiane tra 136 e 340 euro. La reintroduzione dell’Ici permetterebbe anche di salvare i 20 miliardi di euro che servono per non tagliare le agevolazioni fiscali e l’idea è quella di rendere progressiva l'imposta utilizzando sia le detrazioni sia le soglie di esenzione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il