BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Iva, Ici, pensioni ma anche articolo 18 e licenziamenti in manovra finanziaria Monti.No patrimoniale

L'UE invita l'Italia ad adottare misure aggiuntive. Lievita il valore della nuova manovra



L’Europa chiede all'Italia misure aggiuntive urgenti e di almeno 11 miliardi per raggiungere il pareggio di bilancio al 2013 e rilanciare la crescita. La nuova Manovra varrebbe così 20 miliardi Al termine dell'eurogruppo, i vertici Ue Jean Claude Juncker e Olli Rehn hanno accolto con favore le misure presentate dal premier Mario Monti come ‘una buona base per le riforme’.

Ai partner Ue il premier ha assicurato che il governo prenderà le necessarie decisioni per centrare l'obiettivo al 2013. Ma la correzione dei conti pubblici lievita e da un'ipotesi iniziale che prevedeva un intervento di circa 13 miliardi si passa a circa 20, inclusi i 4 della delega fiscale.

E in questo momento c'è anche da valutare il deciso peggioramento delle previsioni per l'Italia, giacchè l'Ocse prevede la recessione nel 2012 con il Pil in caduta dello 0,5%, e il costo dei maggiori rendimenti nelle aste dei titoli di Stato.

Le misure aggiuntive della manovra presentata prevedono, in materia di previdenza, blocco totale del recupero dell'inflazione per le pensioni per il 2012 (vale 5-6 miliardi ma già i pensionati della Cgil dicono no), aumento dell'età per le pensioni di anzianità anche oltre i 40 anni, un anticipo delle misure previste per portare l'età delle donne a 65 anni (ora prevista al 2026 che invece sarebbe al regime nel 2020), e poi ritorno dell’Ici prima casa, che sarà progressiva, aumento di due punti delle aliquote iva per i lavoratori autonomi (ora al 20-21% molto inferiore rispetto al 33% dei dipendenti) per fare cassa.

Previste poi revisioni e tagli delle agevolazioni fiscali entro il 30 settembre 2012, scatterà automaticamente il taglio lineare per 4 miliardi di euro il prossimo anno di 16 miliardi nel 2013.

In ballo anche la riforma del mercato del lavoro: l’Unione europea spingerebbe sul fatto che l'Italia"elimini le rigidità, sostituendo l'attuale sistema di protezione attraverso il reintegro obbligatorio (in vigore per le aziende con più di 15 dipendenti) con il pagamento di un'indennità di liquidazione legata allo stipendio percepito, che significherebbe eliminazione dell'articolo 18. Ancora al vaglio la questione patrimoniale.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il