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Vitalizi e pensioni parlamentari: stop ai privilegi

Anche senatori e deputati passeranno al contributivo dal 2012



I tagli annunciati ai costi della politica, voce importante per la correzione dei conti italiani, stanno per arrivare. Si parte dai vitalizi e dalle pensioni dei parlamentari. Secondo le novità stabilite dal nuovo governo Monti, i vitalizi dei parlamentari verranno calcolati con il metodo contributivo a partire dal primo gennaio 2012.

Si tratta del primo passo del Parlamento contro i costi della politica dopo l'insediamento del governo Monti: una sforbiciata alle pensioni di deputati e senatori che  cambierà il sistema di calcolo degli assegni vitalizi, come vengono tecnicamente chiamate le pensioni maturate dai parlamentari al termine del loro mandato.

Anche per la ‘casta’ sarà adottato il sistema di calcolo della pensione in base ai contributi effettivamente versati come avviene per i lavoratori. Tale sistema varrà per deputati e senatori che entreranno in Parlamento dopo il primo gennaio 2012, quindi nella prossima legislatura ed è pro-rata per quanti attualmente esercitano il mandato parlamentare.

I presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, , hanno anche deciso che sempre dal primo gennaio 2012 per gli ex parlamentari sarà possibile percepire la pensione non prima dei 60 anni di età, per chi abbia esercitato il mandato per più di una intera legislatura, e non prima dei 65 anni di età, per chi abbia versato i contributi per una sola intera legislatura.

“La decisione di anticipare al 2012 l'entrata in vigore del sistema contributivo per i vitalizi dei parlamentari va nella giusta direzione”, ha commentato il capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro che parla di un passo verso una maggiore equità tra la condizioni dei parlamentari e quella degli altri lavoratori.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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