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Cloud Computing in Italia: nuova ricerca Cisco

Vola il cloud. Ancora tanta strada da fare in Italia. La ricerca Cisco



Il traffico dati del cloud globale registrerà un tasso di crescita del 66% all’anno fra il 2010 e il 2015: questi i dati del Global Cloud Index. Secondo una ricerca di Cisco Systems Inc, da metà decennio più di un terzo di tutto il traffico dei data center sarà sulla nuvola e il cloud computing permetterà ai dati di essere archiviati con accesso da remoto.

“L’evolzione dei servizi cloud è trainato in gran parte dalle aspettative degli utenti di accedere ad applicazioni e contenuti in ogni momento, da ogni luogo, su qualsiasi rete e con ogni device,” ha spiegato Cisco. I servizi sulla nuvola partono da email, navigazione Web o social networking, fino a quelli più sofisticati ed avanzati di gaming e video conferenze in alta definizione.

Cisco stima che entro il 2014 più del 50% di tutti i workload sarà processato nel cloud e Forrester prevede che il mercato del cloud computing globale crescerà a 241 miliardi di dollari nel 2020 dai 41 miliardi di dollari del 2011. Se, dunque, nel mondo, il cloud crescerà in maniera inarrestabile, secondo David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia, nel nostro Paese “Siamo in leggero ritardo rispetto agli altri Paesi dell'Europa occidentale. Ci sono i primi importanti segnali di adozione di modelli cloud.

Ma il mercato esploderà letteralmente non appena avremo affrontato e risolto la questione del digital divide”. Perché, infatti, la nuvola decolli anche in Italia sono necessarie connessioni a banda ultra-larga simmetriche, che garantiscano la stessa velocità di upload e download. "Senza questo presupposto, ha precisato Bevilacqua, è inutile anche parlare di cloud”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il