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Vitalizi,pensioni e privilegi politici e parlamentari:tagli in manovra finanziaria.Novità e commenti

Stop ai privilegi della casta: la protesta



Stop ai vitalizi per dei parlamentari: a partire dal primo gennaio 2012, i vitalizi dei parlamentari verranno infatti calcolati con il metodo contributivo. Così anche per la ‘casta’ sarà adottato il sistema di calcolo della pensione in base ai contributi effettivamente versati come avviene per i lavoratori.

L’avvento del nuovo sistema varrà per deputati e senatori che entreranno in Parlamento dopo il primo gennaio 2012, quindi nella prossima legislatura ed è pro-rata per quanti attualmente esercitano il mandato parlamentare.

I presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, hanno anche deciso che sempre dal primo gennaio 2012 per gli ex parlamentari sarà possibile percepire la pensione non prima dei 60 anni di età, per chi abbia esercitato il mandato per più di una intera legislatura, e non prima dei 65 anni di età, per chi abbia versato i contributi per una sola intera legislatura.

“La decisione di anticipare al 2012 l'entrata in vigore del sistema contributivo per i vitalizi dei parlamentari va nella giusta direzione”, ha commentato il capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro che parla di un passo verso una maggiore equità tra la condizioni dei parlamentari e quella degli altri lavoratori.

“Più coraggio”, invece, è la richiesta dell'Idv, che attraverso Antonio Borghesi chiede interventi più decisi nei confronti della casta, che conserva di fatto i diritti acquisiti in passato. Lo stop ai privilegi della casta non poteva certo mancare di suscitare malcontento e protesto tra gli onorevoli.

C’è chi si scaglia contro Fini e Schifani, che avrebbero deciso la stretta all’insaputa di tutti, chi minaccia cause e ricorsi, chi di dimettersi subito per evitare la scure dei tagli e chi se la prende con il governo che ‘si è intromesso violando la sacra autonomia delle Camere’.

Ad esser scontenti sono tutti quelli che vedranno cambiare le regole per la pensione, passando dal primo gennaio al sistema contributivo, cioè quei 350 parlamentari di prima nomina (248 alla Camera e 102 al Senato) eletti nel 2008. “I diritti acquisiti non si toccano, ci dovrebbero dare indietro i soldi altrimenti è come se ce li avessero truffati”, si lamenta uno dei Responsabili, Maurizio Grassano.

“Prima devono dare notizie sui loro possibili conflitti di interesse”, ha detto invece la Mussolini che vuole vedere online le dichiarazioni dei nuovi ministri tecnici. Nelle fila del Pdl, i più risentiti sono gli esponenti del Carroccio che minacciano di non votare in ufficio di presidenza.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il