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Irap e Irpef: tasse e nuove aliquote in manovra finanziaria Monti

Le novità Irpef lunedì in Cdm



Il pacchetto di misure che lunedì approderà in Cdm contiene una correzione pari a 20 miliardi comprensivi dei 4 della delega fiscale ma la cifra è variabile e dipende dall'andamento del ciclo economico.

Sul tema delle pensioni, il ministro del Lavoro Elsa Fornero si è mostrata molto disponibile e da Bruxelles ha confermato che nel pacchetto di lunedì ci sarà l'introduzione del regime contributivo pro-rata per tutti e l'accelerazione dell'adeguamento della pensione di vecchiaia delle donne nel settore privato.

L'ultima modifica introdotta nella manovra estiva prevede che l'adeguamento progressivo della pensione di vecchiaia delle donne a 65 anni scatti nel privato a partire dal 2014 fino al 2026. Fra le ipotesi ci sarebbe quella di anticipare l'avvio al 2012 per arrivare a 65 anni nel 2016, al massimo nel 2020. Ancora incerto il superamento dei pensionamenti di anzianità con il solo canale contributivo dei 40 anni.

Tra le altre novità, la proposta del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera di offrire alle imprese Btp o Bot per pagare i debiti pregressi che queste vantano nei confronti delle imprese (circa 90 miliardi). Una soluzione accolta con favore da Confindustria e Confcommercio. Attese, inoltre, le novità Irap-costo del lavoro, capitolo più delicato da gestire, almeno per l'Economia.

La cancellazione della componente costo del lavoro dal tributo regionale, spiegano le stesse imprese, richiederebbe costi molto elevati (anche sopra i 15 miliardi). Più facile, invece, sarebbe intervenire subito con la riduzione parziale del costo del lavoro e aumentando le riduzioni del cuneo fiscale. Allo studio anche la possibilità di elevare la deducibilità (oggi fissata al 10%) dell'Irap ai fini delle imposte dirette Irpef e Ires.

Bisognerà, dunque, colpire i consumi, che secondo molti saranno affondati dall'aumento dell'Iva, e tagliare il costo del lavoro. L’aumento dell’Iva porterebbe ad una diminuzione del potere d'acquisto delle famiglie e ad una conseguente contrazione del mercato interno.

L'unica misura in grado di bilanciare l'aumento dell'Iva potrebbe essere un'attenuazione del cuneo fiscale (cioè della differenza del costo di un lavoratore per l'azienda e quanto il lavoratore concretamente ha in busta paga) che venga redistribuita tra lavoratore ed impresa. E sarà necessario discutere su questo punto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il