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Pensioni anzianità: cambiamenti e novità manovra Monti

Le novità pensioni in discussione lunedì 5 dicembre in Cdm



Via libera al sistema contributivo pro rata per tutti a partire dal primo gennaio 2012: sembra questa una delle certezze del capitolo pensioni, che sarà presentato lunedì in Consiglio dei ministri, come ha annunciato il ministro del Lavoro Elsa Fornero.

L'intervento sull'età pensionabile e il nuovo sistema contributivo per tutti dovrebbe valere a regime oltre 15 miliardi, almeno 2-3 nella prima fase (tra il 2012 e il 2014). L’introduzione del contributivo pro rata porterà ad un avvicinamento dei trattamenti tra le categorie, riguarderà la totalità dei lavoratori, indipendentemente dal numero degli anni contributi accumulati al dicembre ‘95, ma varrà solo per i versamenti futuri, cioè per la contribuzione versata dal primo gennaio 2012.  

Prevista anche la possibilità di lasciare prima il lavoro, ma con penalizzazioni per l’assegno mensile, che invece sarà più cospicuo per chi andrà in pensione più tardi.

Si anche all’innalzamento immediato dell'età pensionabile delle donne a 62-63 anni per giungere progressivamente nel 2016 o nel 2018 all'equiparazione della soglia di vecchiaia per gli uomini che dovrebbe salire da 65 a 66-67 anni, e obbligo della maturazione di almeno 20 anni di contribuzione per tutti i trattamenti; il blocco parziale della rivalutazione degli assegni sulla base dell'inflazione sarà graduale come graduale sarà l’innalzamento dell'aliquota contributiva degli autonomi di 1-2 punti.

Per quanto riguarda le pensioni di anzianità due ipotesi in ballo: la prima, che sembra essere quella più gettonata, prevede il superamento integrale dei pensionamenti di anzianità attraverso l'introduzione di quello che a regime dovrebbe diventare il sistema unico per i pensionamenti di tutti i lavoratori: uscite da un minimo di 66-67 anni (la soglia di riferimento della vecchiaia) a 70 anni, con penalizzazioni per chi, almeno nella prima fase, esce con 63, 64 e 65 anni.

I lavoratori impiegati in attività usuranti dovrebbero godere di un’agevolazione in questo senso e per loro probabilmente rimarrebbe in vigore il meccanismo della quota (somma di età anagrafica e contributiva) che da 94 lieviterebbe però a 97. si parla poi dell’innalzamento della soglia contributiva dei 40 anni a 41-42 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il