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Pensioni: età donne 63 anni, uomini a 65 o 66 anni. No a finestre mobili in riforma Monti

Probabile abolizione delle finestre mobili e innalzamento immediato pensione delle donee: cosa cambia



A partire dal primo gennaio 2012 l'età pensionabile per le donne sarà di 65 anni e quella per le donne che lavorano nel settore privato, attualmente di 60 anni, sarà in costante incremento per portare in linea con l'età pensionabile per tutti gli altri lavoratori.

L’innalzamento immediato dell'età pensionabile delle donne a 62-63 anni per giungere progressivamente nel 2016 o nel 2018 all'equiparazione della soglia di vecchiaia per gli uomini che dovrebbe salire da 65 a 66-67 anni riflette l'aumento delle aspettativa di vita che sarà adeguato di conseguenza in modo da garantire che l'età effettiva di pensionamento per coloro che hanno diritto ad andare in pensione nel 2026 sia infatti di 67 anni.

Già nel 2013, l'età effettiva di pensionamento per gli uomini (dipendenti) e le donne del settore pubblico sarà pari a 66 anni e 3 mesi. I lavoratori autonomi andranno in pensione a 66 anni e 9 mesi ed entro il 2027, i lavoratori italiani, sia donne che uomini, andranno in pensione a 67 anni e 7 mesi (o 68 anni e 1 mese se lavoratori autonomi).

Probabilmente saranno abolite le finestre mobili. Il passaggio, dunque, dai 60 anni a 67 anni dal 2014 al 2026 verrebbe velocizzato e corretto: 62-63 anni subito per poi salire a 66-67 anni entro il 2016 o 2018, e sarà progressivo anche l'aumento delle aliquote degli autonomi: ritocchi dello 0,2-0,4% ogni 6-12 mesi, che a regime dovrebbero garantire 1-1,2 miliardi.

Ciò che non piace ai sindacati è l'innalzamento della soglia contributiva dei 40 anni a 41-42 anni, alla quale sono collegati circa due terzi delle pensioni di anzianità, ma anche l'opzione alternativa per frenare le anzianità non va bene a Cigl, Cisl e Uil. Bisognerà aspettare comunque lunedì per vedere cosa verrà effettivamente stabilito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il