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Pensioni anzianità cancellate e abolite. Cosa cambia con riforma Monti

Abolite le finestre mobili, stangata sull’anzianità, contributivo per tutte, aumento aliquote autonomi: le novità pensioni



La Manovra approvata ieri pomeriggio in Consiglio dei Ministri ha ufficializzato le misure anticipate negli ultimi giorni che dovranno necessariamente servire a risollevare l’economia italiana.

Le misure di Monti, contenute in un unico decreto legge, prevedono il ritorno dell’Ici sulla prima casa, una stangata sui beni di lusso, una tassa una tantum per i capitali scudati, sgravi per le imprese e una stretta sulle pensioni. Una manovra da 30 miliardi (venti netti), 12-13 di riduzione di spese e il resto di aumento delle entrate.

Per quanto riguarda il capitolo pensioni, confermata l’estensione del metodo contributivo pro rata a tutti a partire da gennaio 2012, anche per chi aveva cominciato a versare prima del 1978, ma fino al 2011 gli anni di lavoro saranno calcolati con il retributivo. Gli assegni mensili non verranno adeguati all’aumento del costo della vita nel 2012 e 2013: le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all’inflazione.

Saranno salve solo quelle fino al minimo (467,42 euro) che avranno la rivalutazione piena mentre sarà prevista una rivalutazione al 50% per quelle fino a due volte il minimo (935 euro al mese). Nessuna rivalutazione per gli assegni oltre questa cifra. Previsto anche un aumento dei contributi a carico degli autonomi e un contributo di solidarietà dalle pensioni più ricche.

Per quanto riguarda le pensioni di anzianità e saranno abolite le finestre mobili. Scompare, dunque, il meccanismo della decorrenza di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi previsto dalla manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava di fatto i tempi per l’accesso al pensionamento.

Il periodo sarà però assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli uomini dipendenti saranno dall’anno prossimo quindi pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra).

Gli autonomi andranno in pensione a 66 anni e mezzo (andavano a 65 ma a questi si aggiungevano 18mesi di attesa di finestra mobile). Sarà elevata l’età pensionabile delle donne lavoratrici del privato che andranno in pensione a 62 anni dal 2012 e a 66 entro il 2018 come gli uomini e non basteranno più 40 anni di lavoro, ma nel 2012 serviranno 41 anni per le donne e 42 per gli uomini.

Si potrà lasciare il lavoro prima di aver maturato i requisiti, pagando una penale e sarà, inoltre, prevista una fascia flessibile per il pensionamento che per le donne sarà tra i 62 e i 70 anni e per gli uomini tra i 66 e i 70.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il