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Pensioni anzianità in manovra finanziaria Monti: novità e cambiamenti. Per chi vale ancora

Cambiano le pensioni, scompaiono quelle di anzianità. Gli esclusi dal nuovo metodo



Addio alle pensioni di anzianità: la Manovra ‘salva Italia’ di Monti ha portato una serie di novità nel mondo delle pensioni che scatteranno già da gennaio 2012, a partire dall’estensione del metodo contributivo pro rata a tutti a partire da gennaio 2012, anche per chi aveva cominciato a versare prima del 1978, ma fino al 2011 gli anni di lavoro saranno calcolati con il retributivo, per arrivare agli assegni mensili, che non verranno adeguati all’aumento del costo della vita nel 2012 e 2013 e le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all’inflazione.

Salve solo quelle fino al minimo (467,42 euro) che avranno la rivalutazione piena mentre sarà prevista una rivalutazione al 50% per quelle fino a due volte il minimo (935 euro al mese). Nessuna rivalutazione per gli assegni oltre questa cifra.

Previsto anche un aumento dei contributi per gli autonomi e un contributo di solidarietà dalle pensioni più ricche. Elevata, inoltre, l’età pensionabile delle donne lavoratrici del privato che andranno in pensione a 62 anni dal 2012 e a 66 entro il 2018 come gli uomini e non basteranno più 40 anni di lavoro, ma nel 2012 serviranno 41 anni per le donne e 42 per gli uomini.

Per quanto riguarda le pensioni di anzianità, saranno abolite le finestre mobili. Scompare, dunque, il meccanismo della decorrenza di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi previsto dalla manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava di fatto i tempi per l’accesso al pensionamento.

Questa misura rappresenta di fatto la novità assoluta che riguarda appunto l'adozione del contributivo pro rata per tutti e il superamento dei pensionamenti di anzianità con il contemporaneo innalzamento della soglia di vecchiaia.

Per questo nuovo meccanismo i lavoratori dipendenti uomini andranno in pensione dal 2012 da 65 a 66 anni (66 anni e sei mesi per gli autonomi), di fatto assorbendo il prolungamento di un anno del pensionamento collegato alla finestra mobile introdotta un anno fa dal Governo Berlusconi che non ci sarà più e a questa nuova soglia sarà agganciato un sistema flessibile per il pensionamento, che per le donne sarà tra i 62 e i 70 anni e per gli uomini tra i 66 e i 70. 

Non saranno soggetti alle nuove misure delle pensioni, coloro che maturano i requisiti attualmente in vigore entro il 31 dicembre 2011, i lavoratori in mobilità, alla data del 31 ottobre 2011, e quelli interessati ai cosiddetti piani di esubero (come banche e assicurazioni), anche se raggiungono i requisiti dopo la fine dell'anno in corso. Esclusi anche gli ex lavoratori autorizzati ai versamenti volontari entro il 31 ottobre 2011.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il