BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Manovra finanziaria Monti: bollo conti deposito e conti correnti. Tasse e calcolo. Novità

Aumenta l'imposta di bollo: i prodotti colpiti



Sette miliardi: questo sarà il valore che le casse dello Stato otterranno dall’aumento dei bolli sui conti deposito e sui conti correnti. Dalla misura si salveranno i conti correnti, ma saranno colpiti tutti gli altri risparmi e investimenti degli italiani dalla nuova imposta di bollo contenuta nella cosiddetta manovra ‘salva Italia’ da 30 miliardi varata domenica dal consiglio dei ministri.

Oggi su conti correnti e dossier titoli si pagano diverse forme di bollo: nel primo caso i paga un importo fisso (34,2 euro), mentre nel secondo caso una tassa variabile e a scaglioni, che oscilla dai 34,2 euro ai 1.500, la novità potrebbe riguardare questa imposta che potrebbe essere estesa anche ai fondi comuni e alle polizze assicurative, finora escluse da tale pagamento.

Esclusi dai rincari dell’imposta di bollo i fondi pensione e le polizze sanitarie. La nuova misura prevede disposizioni per quanto concerne le imposte di bollo su titoli e prodotti finanziari e testualmente si legge ‘Le comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, ad esclusione dei fondi pensione e dei fondi sanitari.

Per ogni esemplare, sul complessivo valore di mercato o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso’, Dunque, le novità fondamentale sarebbe che il bollo, che prima era solo sui depositi sul conto titoli, ora sarà esteso a tutti i prodotti finanziari.

Quindi le polizze vita, i fondi di investimento, i fondi sanitari, i pronti contro termine con l’esclusione dei soli fondi sanitari e pensione, ma non è chiaro se il controvalore del deposito e delle polizze vadano cumulati o meno.

Ancora non si sa quanto incideranno i nuovi aumenti che devono ancora essere fissati precisamente ma si pensa di di applicare un’imposta ad aliquota che rimpiazzi l’attuale tributo previsto per i dossier titoli a scaglioni e dovrebbe oscillare dall’1 per mille al 3 per mille all’anno, il che significherebbe che con 100mila euro tra conto corrente, dossier titoli e fondi comuni di investimento si pagherebbero 300 euro all’anno, mentre al 2 per mille su un patrimonio 50mila euro si pagheranno 100 euro, ma l’ipotesi più probabile è l’1 per mille nel 2012 e l’1,5 per mille nel 2013, misura che ancora una volta colpisce il ceto medio.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il