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Pensioni anzianità cosa cambia con riforma monti: uscite flessibili e anticipate.

Cosa cambia per le pensioni di anzianità: il ministro Fornendo spiega le novità



“Sulle pensioni di anzianità la decisione è stata molto drastica, non lo nascondo”: così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero spiega la decisione di bloccarle a partire dal 2018. “Il 2018 non è l'ultimo anno per le pensioni di anzianità che però andranno a morire perché quando ci sarà il regime contributivo conterà solo l'età minima di accesso alla pensione e per andare in pensione basteranno 20 anni di contributi”.

L’addio alle pensioni di anzianità è studiato in riferimento alle pensioni con 41-42 anni di contributi, poichè il sistema delle quote (somma di età anagrafica e contributi) è abolito dal 2012. Il ministro ha spiegato che con il sistema contributivo conterà di più l'età minima di accesso alla pensionamento e quindi si potrà lasciare il lavoro con questo requisito (che sarà per tutti di 66 anni) e con 20 anni di contributi e in questo caso l'assegno risulterà basso.

Per quanto riguarda le altre novità pensioni, via libera al contributivo pro rata per tutti dal primo gennaio 2012; abolizione del sistema delle quote, legate alla somma di età anagrafica e contributiva, per le pensioni di anzianità: le uscite anticipate restano possibili solo con 42 anni di contribuzione per gli uomini, e 41 anni per le donne, con penalizzazione di tre punti l'anno della componente retributiva maturata prima del 1995 nei casi di pensionamento prima dei 62 anni di età; immediato innalzamento a 66 anni (67 anni nel 2022) della soglia di vecchiaia per gli uomini e a 62 per le donne, che salirà a 66 anni entro il 2018 e che per tutti i lavoratori sarà agganciata a un sistema flessibile fino a 70 anni di età. Abolite, infine dal prossimo anno le finestre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il