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Pensioni: domande e risposte più frequenti su riforma Monti

I dubbi sulla nuova riforma pensioni



In queste ultime settimane non si fa altro che parlare delle novità pensioni studiate dal nuovo governo Monti e contenute in quella manovra ‘Salva Italia’ che dovrebbe portare il nostro Paese verso una nuova crescita.

Eppure, nonostante non si faccia altro che puntare l’attenzione su pensioni e pensionati, sono ancora molti i dubbi di chi è (era) prossimo alla pensione, di chi dovrà andarci tra qualche tempo ed anche dei più giovani. E dai forum, ai blog, ai social network, rimbalzano domande su domande che chiedono ulteriori spiegazioni sui nuovi meccanismi per andare in pensione, a partire dall’entrata in vigore del sistema contributivo per tutti e di come chi è soggetto al retributivo dovrà passare al nuovo sistema.

E’ bene precisare che il contributivo sarà esteso a tutti i lavoratori dal primo gennaio 2012, ma sarà pro rata e riguarderà la contribuzione versata a partire dal 2012.

Chi ha maturato i requisiti previdenziali entro il 31 dicembre 2011 non sarà soggetto alle nuove disposizioni, perchè le norme non hanno effetto retroattivo e ciò significa che loro potranno andare in pensione con le vecchie regole può andare in pensione con le vecchie disposizioni e con le finestre precedenti, mentre chi non avrà maturato i requisiti contributivi a fine 2011 sarà soggetto alle nuove disposizioni, con l'abolizione del sistema delle quote e delle finestre e l'avvio del sistema contributivo pro rata per tutti dal 1 gennaio del nuovo anno.

Altra domanda frequente è quella che riguarda gli assegni per i 40 anni di contributi. Se, infatti, dal 2012 andrà in pensione chi avrà maturato 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne, chi chiede la pensione di anzianità prima dell'età prevista per la vecchiaia avrà un assegno per la quota retributiva con una riduzione pari al 2% per ogni anno di anticipo.

Quindi prima si lascia il lavoro meno di pensione si riceve. La riforma prevede, però, dal 2012 l’aumento graduale di questa cifra, fino all’esclusione della pensione di anzianità a favore del dato anagrafico.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il